Da inizio 2010 otto nuove attività in paesi montani sotto i mille abitanti. È la prima volta che c’è un presidio. «Ma attenzione alla concorrenza». Il più piccolo è Isola di Fondra, con i suoi 188 abitanti. Il più recente è Valgoglio, circa 600 residenti, dove l’inaugurazione è stata solo domenica scorsa. Ma l’elenco può proseguire: da (più o meno 380 abitanti) a Onore, da ad Aviatico, da Songavazzo ad Adrara San Rocco. Tutte località montane al di sotto dei mille abitanti, accomunate dal fatto che di recente (si va dal marzo 2010 alla scorsa settimana) hanno festeggiato l’arrivo della loro prima farmacia.

Un servizio indubbiamente utile e apprezzato dalla popolazione locale, ma anche una scommessa non da poco per i farmacisti, visto che si tratta di insediarsi in paesi in cui, almeno al di fuori della stagione turistica, il bacino d’utenza risulta limitato. Il debutto Una scommessa partita nel 2007: dalla Regione, che periodicamente procede alla revisione delle piante organiche, arriva una lettera ai piccoli Comuni, sprovvisti del servizio sul territorio, in cui si chiede se siano interessati a ospitare – come è loro diritto – una sede. Vari paesi, che fino ad allora si erano appoggiati per la farmacia ai «vicini», manifestano interesse e per la prima volta finiscono – sentito, da parte del Pirellone, il parere di Ordine dei farmacisti e Asl – a concorso tra i paesi «conquistabili» dai farmacisti. Incontrando in alcuni casi, e qui sta l’aspetto importante, l’interesse di professionisti, che, vinto il concorso ed entrati in graduatoria, accettano la sfida di insediarsi nelle valli.

«Un po’ sorprendentemente – conferma il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bergamo, Ferdinando Bialetti – in quell’occasione parecchi farmacisti hanno detto sì anche alle piccole sedi, pure al di sotto dei mille abitanti». Arrivando per questo anche da fuori provincia: c’è chi viene da Catania, Torino, . Nella primavera dello
scorso anno sono cominciate le aperture: da marzo 2010, le «new entry» montane sono state dunque otto (in pianura, invece, nello stesso periodo nuove aperture si sono registrate a Dalmine, Capriate e all’). Soddisfatti del mini-boom i presidenti delle Comunità montane: «È un segno di vitalità della comunità locale – osserva dalla
Valle –. I piccoli Comuni hanno bisogno di servizi, e il fatto che qualcuno si impegni, anche con coraggio, a insediare qui un’attività è per noi un onore». «Sono favorevole, la gente va messa in condizione di non dover percorrere venti chilometri per avere un servizio», fa eco dalla Eli Pedretti. Che, in qualità di primo cittadino di Valgoglio, è fresco di inaugurazione di una sede proprio nel suo Comune. «Abbiamo anche messo a disposizione, in affitto, alcuni locali della scuola dell’infanzia, nella convinzione che gli imprenditori che investono in servizi per la valle vadano sostenuti – spiega Pedretti –. Spetta ora ai cittadini fare in modo che questa grande opportunità possa durare nel tempo». Sui benefici della novità per le popolazioni locali non ha dubbi il presidente
dell’Ordine, Bialetti: «In alcuni Comuni, la farmacia è l’unico presidio sanitario, e certamente è una presenza positiva, non solo per la vendita di farmaci ma anche per servizi come la misurazione della pressione o il monitoraggio del diabete. Una norma approvata recentemente, tra l’altro, amplia le possibilità per le farmacie, che possono per esempio avere in sede un infermiere per le vaccinazioni». D’altra parte, però, Bialetti evidenzia l’importanza di scelte oculate in questo campo: «L’apertura indiscriminata di sedi rischia di andare a penalizzare le attività già esistenti in altri Comuni».

Ragionamento condiviso dal presidente di Federfarma, Giovanni Petrosillo: «Ai colleghi che hanno aperto queste farmacie va tutto il mio sostegno e ammirazione: la scelta di aprire comporta costi e sacrifici, e loro hanno
accettato questa sfida. Dal punto di vista del sistema, tuttavia, non nascondo qualche timore che l’assestamento possa non essere facile, soprattutto se si va a influire sul bacino di utenza di altre farmacie». Gestione associata Su questo tema, secondo Simone Scaburri, presidente della Comunità montana dei laghi, «utile può essere anche una riflessione tra i Comuni, in un’ottica di gestione associata, per capire se sia sostenibile una farmacia in ogni paese, o se invece sia meglio riunire tre o quattro paesi nel convogliare le energie su un unico punto. Sicuramente, nel momento in cui c’è la sostenibilità economica, una nuova farmacia è sempre un ottimo servizio».

Fausta Morandi – L’Eco di Bergamo