Sapori orobici, assaggi in vetta
_Culture e Tradizioni Non commentato »L’iniziativa di Cai e Agripromo: degustazioni di prodotti tipici in 17 rifugi. Tornano sui tavoli di 17 rifugi orobici i prodotti tipici del territorio bergamasco. Dopo il successo delle tre edizioni precedenti, infatti, anche quest’anno Agripromo – in collaborazione con il Cai di Bergamo, Assorifugi e con il patrocinio della Regione Lombardia e della Provincia di Bergamo – ripropone la manifestazione I rifugi dei sapori orobici, l’iniziativa nata per far conoscere ai tanti escursionisti e appassionati della montagna i prodotti caratteristici della cucina bergamasca.
Una torre, un’aquila e due tassi, disegnati sul muro e nascosti, forse per secoli, dalla pittura e dall’abbandono. Eppure quello stemma, raffigurato su una piccola chiesa in mezzo a due minuscoli borghi antichi, racchiude una storia straordinaria, fatta di uomini potenti e di povera gente, di corrieri postali che fecero fortuna in tutta Europa e di principi tedeschi, i cui discendenti vivono ancora oggi in un magnifico castello della Baviera. Potrebbe sembrare una favola, visto che stiamo parlando di aquile imperiali, castelli e principesse. E invece è tutto vero, anche se per gli storici si tratta veramente di una scoperta da favola.
“Per una cultura dei luoghi”: è questo il titolo di una antologia di scritti di Lelio Pagani con “Monumenta Bergomensia” e la Provincia.
Se la maggior parte dei paesi della Valle Brembana ha concluso le feste di Carnevale così non è per alcuni centri dell’alta valle Brembana, quelli che un tempo erano assoggettati alla Pieve di Primaluna, in Valsassina: hanno ancora, infatti, la possibilità di fare riferimento al rito ambrosiano che prolunga il Carnevale fino al sabato successivo al martedì grasso. Tra questi paesi c’è
Quel tocco in ricordo di un defunto è il segno di una comunità viva «Nessun uomo è un’isola, / completo in se stesso / ogni uomo è un pezzo del continente / una parte del tutto. Una zolla / lavata via dal mare, / diminuisce l’Europa / come un intero monte perduto. Come mancasse / la casa dei tuoi amici / la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, / perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai / per chi suona la campana: / essa suona per te». Così cantava il poeta John Donne alla metà del ‘500, in versi resi celebri perché Ernest Hemingway li utilizzò a titolo ed epigrafe del suo romanzo sulla guerra di Spagna.
Valtorta. L’idea è nata a metà degli anni settanta dal sindaco Pietro Busi. In valle Brembana l’etnografico è ormai diventato una creatura viva. Il Museo Etnografico Alta Valle Brembana di Valtorta è nato e si è sviluppato con questo preciso intento: riscoprire e conservare il passato, valorizzare e trasmettere alle nuove generazioni le testimonianze di una civiltà e di una cultura. Una civiltà fatta di segni materiali (i luoghi, le case, i mobili, gli arredi, gli affreschi, gli strumenti di lavoro) ma anche e soprattutto di valori: quelli della fatica quotidiana, di una laboriosità pregna di ingegno e pazienza, di una fede genuina, di una semplicità e di una sobrietà di vita oggi del tutto inimmaginabili. Un Museo insomma attraverso cui esprimere l’essenza profonda della storia umana e sociale dell’Alta Valle Brembana.
Sono un giovane di 21 anni residente in Via Grumello a
Cusio e Santa Brigida, domani (sabato 5 gennaio), accoglieranno il nuovo anno e l’Epifania con le tradizionali “Serate dei ciòck, o festa della “Pisa ègia”: due sfilate per le vie dei due paesi con i campanacci delle mucche legati alla vita.
A «Casa Ceresa» inaugurata la rassegna di 84 artisti, dai già affermati alle giovani promesse Ottantaquattro pittori nati, residenti o comunque legati alla Valle Brembana, per la prima volta insieme. La mostra «Pittori brembani», che resterà visitabile fino al 6 gennaio, è stata inaugurata sabato scorso a «Casa Ceresa» di San Giovanni Bianco (ingresso accanto alle cartiere della Smi), presenti artisti e parenti, amministratori e rappresentanti del Centro storico culturale Valle Brembana che, insieme all’istituzione museale del Rinascimento brembano, hanno organizzato l’allestimento (in mostra un’opera per ogni artista).