Monitoraggio della fauna selvatica in Val Brembana: ecco le foto
-La Valle Brembana, _Reportages Non commentato »
Scoprire con l’occhio elettronico che i nostri boschi sono popolati da innumerevoli specie di animali selvatici. E’ il caso di S. Sonzogni, appassionato di zoologia, che da 7 anni pratica il monitoraggio fotografico delle popolazioni di Ungulati (Cervi, Caprioli, Camosci…) presenti nelle zone della bassa Val Brembana. Il monitoraggio avviene con le cosiddette “trappole fotografiche” che sono delle semplici macchinette fotografiche digitali collegate con un sensore, le quali rilevano la presenza degli animali in determinati punti precedentemente predisposti. CONTINUA ARTICOLO »
L’inverno ci sta abbandonando e a noi, cultori di tutte le forme di sci, ha regalato parecchie soddisfazioni. Manca però ancora qualcosa per rendere questa stagione indimenticabile… manca l’impresa originale, in una parola: il fuoripista in Val Terzera!
Ci sono due modi per andare in montagna: il più indicato è seguire i sentieri segnalati (possibilmente dal CAI), il secondo è riscoprire vecchie tracce e ridare vita, almeno per un giorno, a quei passaggi tra le montagne che tanto bene conoscevano i nostri nonni, e che ormai stanno per cadere nell’oblio del tempo. La seconda opzione non si può improvvisare, ogni itinerario deve essere attentamente studiato.
L’Orrido della Val Parina. Strapiombi alti più di duecento metri che terminano in alto in boschi popolati da camosci, e in basso in un ruscello che si incunea con difficoltà tra le rocce in quel lungo percorso che lo porta dalla sorgente di Zorzone alla foce nel Brembo all’altezza della Gogia. Partiamo da qui, dalla Goggia: pinnacolo simbolo della divisione-unione tra l’Alta Valle e il resto del territorio brembano, ma anche Colonna d’Ercole a guardia di una valle laterale selvaggia ma al contempo ricca di storia, percorsa nei secoli passati e fino a cinquant’anni fa da orde di minatori brulicanti come formiche negli oscuri anfratti di una terra che nei punti più nascosti non conosce sole, ma solamente il passaggio dei cervi e delle vipere.
Un utente del
OFC Mission Impossible. No, non è il titolo dell’ultimo film di James Bond ma l’impresa portata a termine da cinque pazzi temerari un sabato di settembre: trasportare una mountain bike al cospetto dell’Arco di Pegherolo. Ecco i componenti: bepi, mulo di professione, cllocate, funambolo della bici, gogis, la nostra guida nell’ignoto, valanga, fotografo incitatore ed ispiratore, e io, muletto.
Una delle vallate orobiche piu’ suggestive in Comune di