Alla ricerca delle tenebre orobiche
-La Valle Brembana, _Reportages Non commentato »
Quando l’amore per le Orobie viene unito all’amicizia e ad un pizzico di curiosità è facile organizzare in pochi minuti escursioni incredibili come quella che abbiamo avuto il piacere di fare martedì sulle pendici del Menna.
Un balcone panoramico, due macchine fotografiche, una bottiglia di spumante per festeggiare la mia laurea, un buon thermos con caffé per scaldarci durante la notte; sono gli elementi per goderci una serata memorabile, quelle in cui senti che la natura è viva, e che siamo parte di un mondo immensamente più grande di noi: tramonto infuocato, luna piena sopra il Monte Arera, isolato temporale ad est con lampi lontani, le bianche Orobie che brillano nel sereno della notte, la pianura illuminata di sfondo.
Il Monte Alben è una delle vette più caratteristiche delle Orobie e come tutte le montagne più belle ha una doppia faccia: pareti dirupanti e calcaree sul versante di Oltre il Colle e della Val del Riso, grandi conche pascolive a balze fiorite sopra la mitica Corna Bianca (regno del Camos) sul versante di Cornalba.
Continua la pubblicazione sul nostro portale delle foto della ricchissima fauna selvatica che popola le Orobie in Val Brembana.
Scoprire con l’occhio elettronico che i nostri boschi sono popolati da innumerevoli specie di animali selvatici. E’ il caso di S. Sonzogni, appassionato di zoologia, che da 7 anni pratica il monitoraggio fotografico delle popolazioni di Ungulati (Cervi, Caprioli, Camosci…) presenti nelle zone della bassa Val Brembana. Il monitoraggio avviene con le cosiddette “trappole fotografiche” che sono delle semplici macchinette fotografiche digitali collegate con un sensore, le quali rilevano la presenza degli animali in determinati punti precedentemente predisposti.
L’inverno ci sta abbandonando e a noi, cultori di tutte le forme di sci, ha regalato parecchie soddisfazioni. Manca però ancora qualcosa per rendere questa stagione indimenticabile… manca l’impresa originale, in una parola: il fuoripista in Val Terzera!
Ci sono due modi per andare in montagna: il più indicato è seguire i sentieri segnalati (possibilmente dal CAI), il secondo è riscoprire vecchie tracce e ridare vita, almeno per un giorno, a quei passaggi tra le montagne che tanto bene conoscevano i nostri nonni, e che ormai stanno per cadere nell’oblio del tempo. La seconda opzione non si può improvvisare, ogni itinerario deve essere attentamente studiato.