Qui Val Brembilla, scelta azzeccata e più fondi statali

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Val Brembilla – È vero, in tempi di crisi, con le casse comunali che piangono miseria, un assegno statale da 250mila euro (all’anno per dieci anni) è più di una boccata d’ossigeno. È una vera ancora di salvezza. Eppure «non c’è solo l’aspetto economico a rendere le fusioni tra comuni vantaggiose. C’è anche una componente educativa: abbiamo imparato a conoscerci meglio e ad affrontare i problemi insieme». A dirlo è Damiano Zambelli, sindaco di Val Brembilla, comune nato un anno fa (il 4 febbraio 2014) dalla fusione tra Brembilla e Gerosa. «Personalmente, in nove mesi di amministrazione ho imparato ad apprezzare di più i miei cittadini e il territorio, specialmente quello di Gerosa. Ora siamo un paese solo ed è vero, come si dice, che l’unione fa la forza». Le preoccupazioni della gente Fin dall’inizio del processo di fusione le preoccupazioni – e, perché no, i timori – di cittadini e amministratori sono rivolte al problema della rappresentanza politica dei comuni. Da una parte la riflessione fatta dai due più piccoli (oltre a Gerosa, poco meno di 400 abitanti, c’era anche Blello, coi suoi 80 residenti) suona così: «Verremo schiacciati dalla centralità di Brembilla, non riusciremo a eleggere nessuno in municipio e finiremo per ricoprire un ruolo marginale».

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Val Brembilla e Sant’Omobono, lo Stato premia le fusioni: 250 mila euro per 10 anni

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cartina_brembillaVal Brembilla – Un contributo straordinario per 10 anni, niente Patto di stabilità fino al 2019, minor riduzione del fondo di solidarietà comunale, deroga sulle restrizioni imposte agli enti locali riguardanti personale e assunzioni. Sono le agevolazioni previste dallo Stato per i Comuni che hanno portato a termine il percorso della fusione. In provincia di Bergamo nel 2014 sono nati Val Brembilla (da Brembilla e Gerosa) e Sant’Omobono Terme (unito con Valsecca). Rispetto alle altre 240 amministrazioni bergamasche, alle prese con difficoltà economiche e tagli, le due realtà orobiche possono tirare una boccata d’ossigeno. Val Brembilla riceverà 252 mila euro, come l’anno scorso, e Sant’Omobono 200 mila euro.

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A Val Brembilla il super meleto di 1.300 piante

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SONY DSCSi attraversa Val Brembilla in direzione Gerosa e pochi metri oltre la frazione di Cadelfoglia, sulla sinistra, un cartello indica inequivocabilmente ciò che viene coltivato poco sotto le reti antigrandine che alzando lo sguardo si intravedono nel bosco: mele. La vendita diretta Ancora pochi metri e si arriva nel frutteto vero e proprio, preceduto da una piccola cascina che la famiglia Zuccali utilizza per ricoverare gli attrezzi e conservare il raccolto per la vendita diretta. Spetta a Remigio, da circa quarant’anni titolare dell’unico distributore di benzina del paese, raccontare come sia nata l’idea di impiantare un meleto su quelle balze che l’incuria stava inesorabilmente consegnando al bosco.

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Val Brembilla: pronto lo stemma del Comune

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stemmaVal Brembilla – Alla fine ci sono sia l’aquila sia la croce. Di più: nel nuovo gonfalone di Val Brembilla, Comune nato lo scorso febbraio dalla fusione di Brembilla e Gerosa, i due simboli saranno appaiati. Sullo stesso piano. Questo per sottolineare l’uguale importanza di cittadini e territori, ora uniti sotto un’unica insegna. Nell’ultimo Consiglio comunale l’amministrazione ha dato il via libera all’adozione dello stemma, con il voto contrario della minoranza «Insieme per Val Brembilla» guidato dall’ex sindaco Gianni Salvi (mentre l’altra lista d’opposizione, rappresentata da Andrea Genini, ha dato il suo assenso). L’iter è stato delicato, anche perché la maggioranza ha voluto coinvolgere l’Ufficio araldica pubblica, per ottenere una consulenza e, in un secondo momento, un’approvazione ufficiale.

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