Baite tipiche, duemila da salvare, ora si accende l’atlante online

Taleggio, Vedeseta Non commentato »

– Un patrimonio di architettura rurale unico. Ed enorme. Che, purtroppo, sta lentamente cadendo. Sono 2.000 le coi tetti in piöde e le stalle che da secoli caratterizzano la storia e l’economia delle valli , e Imagna. Ora, un progetto, realizzato dall’Ecomuseo Taleggio e finanziato dalla Regione, mira alla loro difesa e valorizzazione. E dagli amministratori arriva l’appello: «Dobbiamo evitare che un tale patrimonio vada perduto. Intervenga con degli aiuti la Regione». Il progetto, in corso di stesura, è stato presentato domenica scorsa a e si compone di tre ricerche.

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Valle Brembana: da sciogliere i nodi sui progetti a Foppolo e San Pellegrino

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– Grandi progetti ancora al palo. Il turismo in Valle Brembana potrà cambiare marcia probabilmente quando l’operazione di San e lo sviluppo di saranno andati in porto. Ma, per ora, resta l’incognita dei tempi. Innanzitutto San Pellegrino. Un progetto partito in pompa magna nel 2007 e poi cozzato contro mille ostacoli. Abbandonati i disegni delle terme degli architetti Perrault e Kuma, il ha deciso alla fine dello scorso anno di realizzare il nuovo centro termale nel vecchio albergo e nel porticato verso il casinò. Il progetto delle nuove terme (16 milioni di euro, diventeranno di proprietà comunale) è pronto e, stando alla tempistica indicata, il centro dovrebbe aprire entro fine 2013.

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La patria del taleggio salva gli alpeggi

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Taleggio – L’amministrazione comunale di recupererà due di sua proprietà, «Alben di mattina» e «Piazza Cavalli». Lo farà quest’anno, mettendo sul tavolo 254 mila euro per ciascun intervento, cifra coperta grazie al contributo a fondo perduto al 90% del Gruppo di azione locale di e con l’accensione di un mutuo per il restante 10%. I due interventi sono inseriti nel programma delle opere pubbliche per il triennio 2012-2014 insieme alla manutenzione straordinaria e messa in della Corna di , con un finanziamento regionale di 150.000 euro.

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Gerosa, chiusa per frana la strada che porta a Blello

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Gerosa – Da venerdì mattina la comunale che unisce e Blello è chiusa per . Lo smottamento, circa 250 metri cubi di materiale, si è verificato in località Salogna, nelle vicinanze di Gerosa. La strada che collega le Valli e con la è quindi chiusa al traffico. Ad accorgersi della frana un automobilista che passava venerdì mattina. «Lunedì (domani per chi legge, ndr) – spiega il sindaco di Gerosa Pierangelo Monzani – provvederemo ai lavori di messa in sicurezza. Buona parte del materiale franato è stato fermato dal muro che delimita la strada, ma parte dei sassi sono finiti sulla carreggiata. Quindi abbiamo preferito sbarrare completamente il passaggio. Per i lavori abbiamo chiesto aiuto alla Regione, ma ci hanno detto che dobbiamo provvedere noi».

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Formaggio orobico, il giro d’affari arriva a 700 milioni di euro

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Alpi Orobie – C’è un settore dell’agroalimentare italiano nel quale ricopre un ruolo da protagonista: quello caseario. Ed è un primato che, potendo contare su una lunghissima tradizione e molte piccole ed eccellenti produzioni, va anche oltre il record dei formaggi a Dop che possono essere prodotti sul territorio (ben 8, che potrebbero diventare 9 con lo Strachitunt) ed il pur significativo 4%, che rappresenta la fetta della «torta» nazionale, con un giro d’affari di 700 milioni di euro. Al fine di ribadirlo facendo il punto della situazione, «», associazione fondata nel 2009 da Camera di , Ascom, Confindustria, Promoberg e Bergamo Fiera Nuova (dal 2011 vede tra i soci sostenitori anche il Comune Provincia), ha organizzato ieri in Fiera il convegno «Formaggio Italiano: il sapore del territorio incontra la qualità e vince nel mercato». Sul tema si sono confrontati in due sessioni distinte ma unite in alcune parole chiave ricorrenti – qualità, autenticità, identità, rispetto – il mondo della produzione e quello della cultura.

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Valle Brembana: è boom di agriturismi, altri quattro entro l’anno

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Valle Brembana – Scende il numero degli (53), sale quello degli agriturismi che, nell’arco di un anno, arriveranno a quota 18. La ricettività turistica della , poco alla volta, cambia faccia. Meno tradizionali (l’ultimo, in ordine cronologico, a chiudere è stato l’Aia di ) e più ospitalità e ristorazione legata alla tradizione agricola locale. Nei prossimi mesi saranno quattro le nuove attività che apriranno: a Rivioni di , Ca’ Corviglio di e Piazza di e, dal 2013, a Sentino di San Giovanni Bianco.

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Fissata l’audizione per lo Strachitunt

Gerosa, Taleggio, Vedeseta Non commentato »

Strachitunt ValtaleggioValle Taleggio – Convocata per il 16 febbraio l’audizione da parte del ministero delle Politiche Agricole per discutere circa la zona di produzione del noto formaggio. Sia il Consorzio di tutela della che coloro i quali hanno ricorso, ovvero i produttori bassa , si incontreranno a Roma per la discussione davanti ai funzionari ministeriali.

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Sindaci contro il 118 due ambulanze sono insufficienti

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– La riorganizzazione del servizio ambulanze in Valle Brembana continua a non convincere. L’altro ieri, in un’accesa assemblea a , i sindaci della valle hanno approvato una mozione che invita l’Azienda regionale emergenza urgenza (Areu) a rispettare quanto previsto dalla Giunta regionale lo scorso luglio: ovvero l’attivazione di un’auto medicalizzata per 24 ore all’ospedale di , di un’ambulanza di base (solo con volontari, senza infermiere e medico) per 24 ore a e di un’ambulanza ancora di base, diurna, a San . Ma nella cittadina termale è probabile che l’ambulanza non sarà attivata o, al massimo, arriverà non prima del 2013.

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Chiude l’ultimo hotel di San Giovanni, addio a un’epoca

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San Giovanni Bianco – Con la chiusura, da oggi, dello storico albergo «Aia», a si chiude simbolicamente un’epoca. L’epoca di un turismo che non c’è più, per decenni alimentato soprattutto dalla stagione d’oro di San . Ancora fino agli Anni ’70 il paese di contava sette e una decina di ristoranti. Poi il lento declino, in contemporanea con lo spegnersi della stella di San Pellegrino, la chiusura degli storici della stazione termale e il venir meno dei villeggianti. A San Giovanni Bianco solo lo storico albergo «Aia», nei pressi della Corna Albana, lungo la per Roncaglia e la , aveva resistito ai colpi della crisi turistico-alberghiera.

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