Atmosfera Natalizia in Valle Brembana 2007
_Culture e Tradizioni Non commentato »Il termine presepe deriva dal latino praesaepe, cioè greppia, mangiatoia, composto da prae = innanzi e saepes = recinto, ovvero luogo che ha davanti un recinto. Nel significato comune il presepe indica la scena della nascita di Cristo, derivata dalle sacre rappresentazioni medievali. Maria peperit filium suum primogenitum, et pannis eum involvit, et reclinavit eum in praesepio: quia non erat eis locus in diversorio. (Vangelo di Luca, II, 7 ).
Anche quest’anno, ad Endenna di Zogno, si rinnova l’iniziativa del Presepe Vivente: viuzze illuminate da fiaccole, fumo, pertugi, senso del mistero e antichità, per scoprire, tra i dedali delle piccole case della frazione di Endenna (Zogno), una luce, un calore, una capanna: la Natività.
Da 50 anni in alpeggio, tra
Pomeriggio di fine estate di pò di anni fa. Sono appena tornato da scuola, la giornata è bella e non ho alcuna intenzione di studiare, ma è anche tardi per chiamare gli amici.
L’occasione dell’imminente festa cristiana di Ognissanti, ormai per popolarità superata dalla più modaiola festa di Halloween, mi offre l’opportunità per tentare di andare aldilà dell’immagine ironico e grottesco delle zucche dipinte e per cercare di esplorarne simbolicamente l’interno. In tale percorso utilizzerò alcune riflessioni del critico francese Damien Le Guay , di cui è appena uscita una interessante pubblicazione, a carattere ironico e provocatorio “la faccia nascosta di Halloween” (ed. Elledici) significativamente sottotitolata “come la festa della zucca ha sconfitto Tutti i Santi”!
Un mestiere antico, faticoso e imprevedibile, legato all’avvicendarsi degli elementi della natura, vento, pioggia e neve gli avversari da fronteggiare senza sosta, in uno scontro spesso impari, ma dal quale non si poteva, non si voleva sottrarsi. Nessuno è nato carbonaio e pochi di più hanno scelto d’esserlo. Solo la fame e la miseria avevano la possibilità di decidere, loro era il privilegio, loro la scelta. Così migliaia di bergamaschi hanno lasciato i propri affetti, le proprie famiglie, la casa, la patria, per cercare fortuna all’estero; Francia e Svizzera le mete da raggiungere, paesi a volte ostili, preoccupati, come spesso accade, di non miscelarsi con gli stranieri da un lato e felici di utilizzare manodopera a basso costo dall’altro. Quella d’altronde era l’unica strada da seguire, l’unico modo per un riscatto sociale, per dare un futuro degno alle proprie famiglie.