Atmosfera Natalizia in Valle Brembana 2007

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Il termine presepe deriva dal latino praesaepe, cioè greppia, mangiatoia, composto da prae = innanzi e saepes = recinto, ovvero luogo che ha davanti un recinto. Nel significato comune il presepe indica la scena della nascita di Cristo, derivata dalle sacre rappresentazioni medievali. Maria peperit filium suum primogenitum, et pannis eum involvit, et reclinavit eum in praesepio: quia non erat eis locus in diversorio. (Vangelo di Luca, II, 7 ).

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Il Presepe vivente di Endenna

Zogno, _Culture e Tradizioni Non commentato »

Presepe ViventeAnche quest’anno, ad Endenna di Zogno, si rinnova l’iniziativa del Presepe Vivente: viuzze illuminate da fiaccole, fumo, pertugi, senso del mistero e antichità, per scoprire, tra i dedali delle piccole case della frazione di Endenna (Zogno), una luce, un calore, una capanna: la Natività.

Gaudete, gaudete, Christus est natus
Ex Maria Virgine, Gaudete.
Deus homo factus est
Natura mirante,
Mundus renovatus est
A Christo regnante.
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Donato Goglio: “Negli alpeggi mancano i giovani”

Averara, Santa Brigida, _Culture e Tradizioni Non commentato »

Il DonatoDa 50 anni in alpeggio, tra Santa Brigida e Averara: vita di lavoro e di sacrifici quella di Donato Goglio, classe 1943, premiato ieri come coltivatore diretto con più anni di anzianità.

Con le 37 mucche della loro mandria, il signor Donato e il fratello Nazareno, nella loro azienda di Caprile Alto (Santa Brigida), producono burro e formaggi richiestissimi in Italia, e all’estero. Una professione svolta con passione.

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A Casa Ceresa si prepara la mostra dei pittori brembani

San Giovanni Bianco, _Culture e Tradizioni Non commentato »

È la prima volta che quasi tutti i pittori della Valle Brembana si presentano al pubblico in una mostra collettiva. L’inedita manifestazione, dal titolo «Rassegna di pittori brembani», sarà allestita dal 22 dicembre al 6 gennaio nelle nuove sale espositive di «Casa Ceresa» a San Giovanni Bianco, dal Centro storico culturale Valle Brembana e dal Museo del Rinascimento brembano di San Giovanni Bianco con il patrocinio della Comunità montana. Alla rassegna hanno aderito 78 tra pittrici e pittori nativi o residenti in valle. E proprio l’alto numero di partecipanti permetterà di presentare il panorama, il più ampio possibile, dell’attuale produzione artistica della zona.

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L’ultimo custode di Cantiglio

-La Valle Brembana, San Giovanni Bianco, _Culture e Tradizioni Non commentato »

CantiglioPomeriggio di fine estate di pò di anni fa. Sono appena tornato da scuola, la giornata è bella e non ho alcuna intenzione di studiare, ma è anche tardi per chiamare gli amici.

In questi casi c’è solo una cosa da fare: compiere un giro esplorativo per la Valle Brembana. Prendo il mio cinquantino e da Brembilla attraverso la Forcella di Bura, scendo a Sottochiesa e da qui al Ponte della Lavina; mi sono messo in testa di raggiungere il borgo di Cantiglio, tanto decantato dal mio professore di storia per la sua bellezza e per il tragico martirio di tre partigiani alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

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La Valle Brembana e Venezia insieme per il Bucintoro

-La Valle Brembana, _Culture e Tradizioni, _Storia e Leggende Non commentato »

Canaletto - Bucintoro di VeneziaA distanza di oltre 200 anni, grazie a un progetto che vede uniti Venezia e Bergamo, rinasce il Bucintoro, la splendida nave d’oro, simbolo per secoli della Serenissima dei dogi: il 1° novembre è stato ufficialmente sancito il “gemellaggio d’intenti” tra i due territori e un grande manifesto mostrerà al pubblico la galea in tutto il suo splendore.

Dinnanzi al Palazzo Ducale di Venezia per secoli una seconda “reggia galleggiante” sostava nelle manifestazioni più solenni e importanti: era il Bucintoro, il naviglio più bello che fosse mai stato costruito da mano esperta, scintillante di ornamenti e decori, tessuti e tappeti, oro e finimenti d’ogni sorta.

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Halloween? No grazie!

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halloweenL’occasione dell’imminente festa cristiana di Ognissanti, ormai per popolarità superata dalla più modaiola festa di Halloween, mi offre l’opportunità per tentare di andare aldilà dell’immagine ironico e grottesco delle zucche dipinte e per cercare di esplorarne simbolicamente l’interno. In tale percorso utilizzerò alcune riflessioni del critico francese Damien Le Guay , di cui è appena uscita una interessante pubblicazione, a carattere ironico e provocatorio “la faccia nascosta di Halloween” (ed. Elledici) significativamente sottotitolata “come la festa della zucca ha sconfitto Tutti i Santi”!

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Convegno a Bergamo: Cucina tradizionale e malattie

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L’associazione ALLE RADICI DELLA COMUNITA’ è lieta di invitarvi al sesto incontro della serie: identità locale, aspetti diversi di un patrimonio da valorizzare - Venerdì 28 settembre, ore 20.45 nell’ex Sala Consiliare (Biblioteca Caversazzi) in via Tasso, 4 a Bergamo.

L’ALIMENTAZIONE TRADIZIONALE E LE SUE MALATTIE
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Ol Poiat, come si faceva il carbone

Brembilla, _Culture e Tradizioni 3 Commenti »

Come si faceva il carboneUn mestiere antico, faticoso e imprevedibile, legato all’avvicendarsi degli elementi della natura, vento, pioggia e neve gli avversari da fronteggiare senza sosta, in uno scontro spesso impari, ma dal quale non si poteva, non si voleva sottrarsi. Nessuno è nato carbonaio e pochi di più hanno scelto d’esserlo. Solo la fame e la miseria avevano la possibilità di decidere, loro era il privilegio, loro la scelta. Così migliaia di bergamaschi hanno lasciato i propri affetti, le proprie famiglie, la casa, la patria, per cercare fortuna all’estero; Francia e Svizzera le mete da raggiungere, paesi a volte ostili, preoccupati, come spesso accade, di non miscelarsi con gli stranieri da un lato e felici di utilizzare manodopera a basso costo dall’altro. Quella d’altronde era l’unica strada da seguire, l’unico modo per un riscatto sociale, per dare un futuro degno alle proprie famiglie.

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