ImmagineValle Brembana – Oltre quattro metri di altezza per 18 tonnellate, tra marmo bianco di Carrara e Arabescato orobico. Con luci che daranno ancora più risalto al vestito multicolore ed esalteranno la statua in tutta la sua imponenza. La Valle Brembana rende così omaggio ad Arlecchino, maschera simbolo della Bergamasca, che la tradizione vuole proprio originaria della terra del , in particolare di San Giovanni Bianco. La statuamonumento, pensata e voluta nel2013 dagli imprenditori Marino Sonzogni di e Ferdy Quarteroni di Lenna (e dalla Comunità montana) sponsor del film «Io, Arlecchino» di Giorgio Pasotti, sarà posata lunedì alla rotonda di Villa d’Almè (intersezione con la provinciale per Dalmine).

I fratelli Sonzogni
L’inaugurazione, invece, il 14 febbraio. L’intera operazione – realizzazione della statua, sistemazione della rotonda e lavori – è costata circa 60 mila euro, finanziata, per ora solo in parte, con 19 mila euro messi dalla Comunità montana e 13 mila euro da 16 Comuni, in varia misura: Zogno, Val , Serina, Villa d’Almè, San Pellegrino, San Giovanni Bianco, Lenna, Dossena, Taleggio, , Branzi, Foppolo, Ornica, , e ; quindi con il contributo della ditta «Sonzogni fratelli Marino e Marco» di Zogno, che ha realizzato concretamente i lavori (peraltro nonostante non siano ancora totalmente finanziati); è stato proprio Marino Sonzogni a scegliere personalmente il blocco di marmo a Carrara poi sgrossato, prima che fosse scolpito, dalla Prussiani Engineering di Albano;ad aiutare i Sonzogni gli amici Giampietro Persico, l’impresa Ceroni costruzioni, Cave Gamba Sas, Iem Impianti elettrici e l’impresa «L’Orobica». Infine la collaborazione della Provincia di anche per la concessione del rondò. La avrà così la sua statua di Arlecchino dopo che, nel 2002, un tentativo analogo a San Giovanni Bianco non ebbe successo. In quell’anno fu organizzato un concorso di bozzetti, vinto dallo scultore Alessandro Verdi di Valbrembo, ma per carenza di fondi e sponsor l’opera non fu mai realizzata. Si concretizzò, invece, la statua del secondo classificato, quell’Arlecchino di Mario Gotti che, dopo una serie di vicissitudini degni della maschera, ora si trova e accoglie i turisti all’Urban Center di Bergamo.

La scritta: «Terra di Arlecchino»
E accoglierà i turisti all’ingresso della Val Brembana anche la nuova statua che sarà posata lunedì al centro della rotatoria di Villa d’Almè. Realizzata da Nicola Gagliardi, scultore milanese di 71 anni (collaboratore della Fabbrica del Duomo di ), a differenza di quella di Gotti, ha una struttura classica e sta per essere conclusa proprio in questi giorni nel laboratorio di marmi e pietre antiche della ditta Sonzogni. Colpisce per la sua imponenza: tre metri di statua per 40 quintali in marmo di Carrara con losanghe dipinte con colori epossidici, poggerà su una base-sperone in marmo Arabescato orobico da 140 quintali (donato dalla cava Gamba di Camerata) alta circa un metro. Attorno la scritta che saluterà gli automobilisti: «Valle Brembana, terra di Arlecchino», ripetuta due volte.

Così ha interpretato la statua il suo autore: «Arlecchino si presenta invitando l’astante con un misurato e rispettoso inchino, mentre, lievemente girato, indica la via che porta in Valle Brembana, stringendo l’inseparabile batocio, a ricordare la propria terra d’origine. È in piedi, sulla sommità di uno sperone di roccia, il pregevole marmo Arabescato orobico estratto più in là in valle; ci osserva con la sua inseparabile maschera che rende imperscrutabile il suo umore, ma offrendosi così alla nostra piacevole possibilità interpretativa. L’Arlecchino porta anche uno storico cappello di feltro a cui è appeso un codino di coniglio, caro ricordo di una felice stagione di caccia; è vestito con una calzamaglia e con un giacchettino stretto sulla vita da una buona cintura che trattiene la preziosa e inseparabile scarsella, vitale contenitore custode di semplici segreti». Ad accompagnare l’inaugurazione del monumento anche 200 piccoli Arlecchini alti 34 centimetri che riproducono in modo originale la statua della rotonda.

Le statuette in vendita Realizzati in ceramica modellata hanno colorazioni eseguite manualmente, colore per colore, una per una, che li rendono pezzi unici e irripetibili. La loro messa in vendita servirà per finanziare la statua-madre ma anche altre iniziative turistiche per la valle. Arlecchino, dunque, si prepara: lunedì la posa (con la «consegna» del batocio, che sarà attaccato in loco), quindi la statua sarà coperta. Il 14 febbraio la sua festa: alle 10,30 l’inaugurazione della scultura con Nicola Gagliardi, alle 11 i saluti ufficiali in municipio seguiti dalla proiezione del tenser (pubblicità) del film «Io, Arlecchino », prodotto da Officina della comunicazione, per la regia di Giorgio Pasotti e Matteo Bini . Seguirà l’aperitivo. Poi toccherà ad Arlecchino convincere i turisti a «entrare» in Val Brembana.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo