L’Arlecchino di Pasotti può attendere, in sala soltanto a giugno

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Statua-Arlecchino-Valle-Brembana22Valle Brembana – Gira i festival di tutto il mondo, ma per assistere alla proiezione di «Io, Arlecchino» nei cinema nazionali bisognerà aspettare l’estate. L’uscita del film, firmato da Giorgio Pasotti e Matteo Bini, era stata annunciata per la primavera. A fine febbraio c’è stata l’anteprima al «Conca Verde» di Bergamo. Ma, anziché programmare il film dopo poche settimane, il distributore, Microcinema, ha stabilito che la pellicola uscirà giovedì 4 giugno. La decisione è stata presa — si è appreso — «in base a analisi di mercato». La perplessità nasce dalla considerazione che il mese di giugno non è dei più «fortunati», spesso registra un vuoto di pubblico e risultati non eccellenti al box office. «Non ne so nulla, non sono al corrente di queste vicissitudini», taglia corto l’attore bergamasco. Nel film, Pasotti interpreta un conduttore televisivo che rientra nel suo paese, Cornello dei Tasso, per stare vicino al padre malato, noto Arlecchino. Dal genitore raccoglierà il testimone per tramandare la tradizione della maschera. «Il nostro è un film piccolo, non commerciale, che va valorizzato e protetto dai colossi — spiega il produttore, Nicola Salvi, di Officina della comunicazione —. Secondo noi, è una scelta strategica: a maggio e giugno c’è lo stesso numero di spettatori degli altri mesi, ma noi beneficeremo di una minore concorrenza».

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Valtorta: Carnevale sotto la nevicata Canti, balli e falò

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Carnevale-Valtorta2015-24Valtorta – Nonostante l’imperversare di una copiosa e prevista nevicata, Valtorta ha riproposto ieri il Carnevale ambrosiano con larga partecipazione di appassionati di folclore, cultura popolare e di turisti. La Valle Stabina rispetta ancora i tempi e le forme religiose volute da Sant’Ambrogio. Una tradizione che affonda le radici nel passato e che assume la connotazione di un rito magico di cui sono protagonisti i misteriosi abitanti dei boschi e il mondo rurale. Un binomio, questo, inscindibile perché il contadino vive intensamente l’ambiente naturale nella cui leggenda ci sono pure i diavoli, gli gnomi e gli elfi dispettosi con chi manca loro di rispetto, benevoli con chi li considera con riguardo.

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Villa d’Almé: un Arlecchino da 18 tonnellate

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ImmagineValle Brembana — Cinque metri di altezza complessiva per 18 tonnellate di peso. Bergamo e la Valle Brembana, sabato 14 febbraio, renderanno omaggio ad Arlecchino, maschera bergamasca e brembana per antonomasia. Con una statua imponente, realizzata in marmo Bianco di Carrara e Arabescato Orobico dallo scultore del Duomo di Milano Nicola Gagliardi. Costata 60 mila euro, è stata voluta e sostenuta economicamente da alcuni imprenditori locali, dalla Comunità montana Valle Brembana e dai Comuni della valle.

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Si posa la maxi statua di Arlecchino a Villa d’Almè

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ImmagineValle Brembana – Oltre quattro metri di altezza per 18 tonnellate, tra marmo bianco di Carrara e Arabescato orobico. Con luci che daranno ancora più risalto al vestito multicolore ed esalteranno la statua in tutta la sua imponenza. La Valle Brembana rende così omaggio ad Arlecchino, maschera simbolo della Bergamasca, che la tradizione vuole proprio originaria della terra del Brembo, in particolare di San Giovanni Bianco. La statuamonumento, pensata e voluta nel2013 dagli imprenditori Marino Sonzogni di Zogno e Ferdy Quarteroni di Lenna (e dalla Comunità montana) sponsor del film «Io, Arlecchino» di Giorgio Pasotti, sarà posata lunedì alla rotonda di Villa d’Almè (intersezione con la provinciale per Dalmine).

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