San Pellegrino Terme – Il progetto delle nuove terme di San è pronto. Oggi sarà ufficialmente presentato in municipio. Per la cittadina termale, dal passato straordinario ma ora decadente, una tappa storica verso la rinascita. Una tappa attesa da sei anni, travagliati, «sei anni – dicono dal – che non sono andati assolutamente persi. Anzi, hanno consentito di affinare sempre di più il progetto, trovare un gestore all’altezza (il gruppo Quadrio Curzio, ndr) e individuare quella che sicuramente è la soluzione migliore. Terme come quelle di Vals, per esempio, sono state realizzate in dieci anni».

Proprietà comunale
Dopo aver abbandonato i disegni del francese Perrault «perché poco funzionali» e del giapponese Kuma, la proposta definitiva (il progetto è del gruppo «De8 architetti» e Marco Ferreri design, il costo è di 16 milioni di euro) prevede la realizzazione del centro termale nell’ex Terme-Milano e nel complesso del porticato che arriva fino al casinò, entrambi di proprietà del Gruppo Percassi. Un centro che, secondo le , potrebbe portare fino a 200 mila presenze annue.

«Avrà oltre 4.000 metri quadrati di superficie coperta – spiegano dal gruppo privato – e saranno le terme più grandi gestite da Quadrio Curzio. Rispetto alle previsioni iniziali, peraltro, è stata tolta la percentuale di spazio che si voleva riservare esclusivamente all’albergo Terme. Si verrà a creare un complesso monumentale unico, comprensivo di casinò e terme, che diventerà di proprietà completamente pubblica. Questa sarà l’immagine straordinaria che il turista si porterà a casa. Siamo tornati al luogo di origine delle terme, all’acqua, laddove erano nate a fine Ottocento».

Niente termalismo sanitario, però, quello che, negli ultimi anni, aveva portato alla decadenza, ma un complesso moderno. Al piano terra (nella zona centrale) sarà ricavato il foyer d’accesso, con la chiusura, tramite vetrate, dei portici. Quindi la reception, gli spogliatoi e gli uffici. Al primo livello ci saranno il centro per i trattamenti, gli spazi relax e il collegamento verso il nuovo edificio ricavato dalla demolizione dell’ex albergo Milano. La sala bibite, con l’antica , resterà spazio per cura idropinica e light buffet.

Solarium sul porticato
Nell’ex hotel il cuore delle terme: piscine e vasche, all’esterno e all’interno, verranno ricavate su tre livelli, l’ultimo a vetrata. Con la possibilità per il visitatore di «un’insolita esperienza sensoriale» inquadrando un paesaggio sempre diverso: il bosco, gli edifici liberty del Kursaal e del Grande Hotel, o lo scorcio della . Attorno al nuovo edificio sarà creata una sorta di effetto nuvola, per proporre all’esterno il processo dell’acqua che diventa gas. In particolari momenti della giornata, al piano terra, si formerà vapore acqueo che salendo sarà fermato da una tettoia. Il complesso, quindi, verrà nascosto dalla nuvola.

Il tetto del porticato verrà tolto e la superficie diventerà piatta: in tal modo potrà essere utilizzata a solarium e offrire un’ulteriore prospettiva sulla cittadina. «La nuova soluzione – continuano dal Gruppo Percassi – offre poi la possibilità di sfruttare nuovamente il parco della fonte che sarà, anche quello, acquisito dal Comune». Allo studio, inoltre, c’è una nuova salita meccanica all’altezza del casinò che consentirà di accedere al monumento liberty avendone una prospettiva mediana, rispetto alle esclusive laterali di oggi.

Già spesi 30 milioni
Resta sostanzialmente invariato, con la variante al piano di recupero, adottato lunedì sera in Consiglio comunale, il resto del progetto complessivo. «Non c’è alcuno stravolgimento dell’Accordo di programma – proseguono dal Gruppo Percassi –. Gli interventi vengono confermati e solo alcuni rinviati». Il gruppo ricorda come, a rallentare i tempi, siano stati la crisi internazionale, le difficoltà di accedere al credito bancario e del mercato immobiliare. E come altri progetti siano naufragati di fronte a tale situazione mentre quello di San Pellegrino, nonostante mille ostacoli, sia ancora in piedi. Una trentina i milioni di euro che, finora, il Gruppo Percassi ha investito per il progetto di San Pellegrino, tra acquisizione aree, progettazioni e lavori. «E senza che finora vi sia stato alcun ritorno economico», dicono. «Di certo non ci divertiamo a gettare soldi e progetti. Se l’abbiamo fatto era per migliorare l’intera operazione». Una volta dato il via libera al piano di recupero, per l’estate è prevista l’apertura del cantiere. Contemporaneamente dovrebbero iniziare i lavori per i parcheggi sotterranei.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

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