Piazzatorre – Tagli alle spese su strade, cimitero, vigili, Fungolandia e compensi ai consiglieri comunali: è quanto ha dovuto fare il Comune di per riuscire a pagare affitti e manutenzione degli impianti sciistici e salvare la stagione sciistica (peraltro non ancora partita per carenza di ). E con lei una trentina di posti di lavoro. Nell’ultimo Consiglio comunale è stata presentata una variazione al bilancio che ha assicurato il recupero di 15 mila euro necessari per aprire il comprensorio sciistico unificato (dopo la decisione della società proprietaria «Alta quota» di non aprire Torcola Vaga). La spesa complessiva sostenuta dal Comune a tale scopo è di circa 70 mila euro. Le spese per il funzionamento degli impianti e quelle destinate agli operai verranno sostenute, invece, dalla nuova società di gestione «Piazzatorre skiarea», amministrata dall’imprenditore bresciano Massimo Botta.

L’elenco dei risparmi
Tra le voci su cui il Comune ha risparmiato ci sono la manutenzione delle strade (mille euro) e del cimitero (800 euro), il servizio dei vigili (500 euro), le spese per la manifestazione Fungolandia (700 euro), gettoni di presenza e rimborsi spesa dei consiglieri. «La concessione degli impianti di risalita alla Piazzatorre area, che ci consente di aprire il comprensorio delle due Torcole, avviene al termine di un lavoro complicato – ha spiegato il sindaco Michele Arioli –. L’operazione ha subìto un ritardo a causa del pignoramento di una delle due di Torcola Vaga, chiesto dall’impresa “EdilPrealpi”. Il giudice ha liberato il bene pignorato (grazie al pagamento del Comune, ndr) e ci ha consentito di utilizzare gli impianti solo il 14 dicembre». Il pignoramento, avvenuto il 23 novembre, è scaturito dal mancato pagamento (circa centomila euro) da parte di «Alta quota» (proprietaria degli impianti di Torcola Vaga, facente capo all’imprenditore Marco Vigani) alla «Edilprealpi» per la realizzazione, lo scorso anno, dello skiweg che collega Torcola Vaga a Torcola Soliva.

«L’operazione non è stata »
«L’operazione di salvataggio della stagione, comunque, – ha continuato Arioli – non è stata gratuita. Abbiamo svolto la revisione e il collaudo degli impianti, sistemato le piste e una frana, affittato alcuni fabbricati e terreni e abbiamo pagato l’affitto alle due società proprietarie degli impianti, Sesp e “Alta quota”, per un totale di 70 mila euro. Il tutto per il bene del paese».

Perplessità dalla minoranza. Federica Arioli e Giuliano Bianchi hanno abbandonato l’aula. «Non sono chiare le motivazioni che spingono il sindaco a mantenere in vita un piano integrato (risalente al marzo 2009, con Federica Arioli sindaco, ndr) che questa maggioranza ha sempre criticato poiché troppo a favore di “Alta quota” – affermano –. Siamo convinti che non spetti al Comune farsi carico delle spese di gestione e manutenzione degli impianti. Permane la preoccupazione per quanto il Comune si stia esponendo sull’eventuale acquisto degli impianti. Ci chiediamo con quale copertura».

«Il piano integrato non viene fatto decadere – ha spiegato il sindaco – perché ci consente di mantenere edificabili alcune aree, come parte della località Tagliata, l’ex colonia Genovese e l’ex colonia .È evidente che il Comune non comprerà gli impianti senza che prima non abbia venduto dei beni comunali».

Alberto Marzocchi – L’Eco di Bergamo

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