UNICEF-Mezzoldo61Alta Valle Brembana – Scuola, e solidarietà. I tre elementi insieme funzionano e lo ha dimostrato l’iniziativa vissuta ieri da circa 900 ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado che, accompagnati dai loro insegnanti, hanno raggiunto in pullman la Ca’ San Marco per una giornata particolarmente interessante. Il progetto è stato ideato e realizzato dal Comitato provinciale di per l’Unicef e dal Cai Alta Valle Brembana e già da quattro anni raduna centinaia di studenti per un approccio con l’ambiente della montagna e per un’iniziativa di solidarietà.

La giornata è stata resa possibile anche dalla collaborazione con Soccorso alpino, polizia provinciale, alpini, forze dell’ordine, Croce Rossa, 118, Ufficio scolastico territoriale e . Al mattino i ragazzi sono stati suddivisi in gruppi con proposte adatte all’età. I più piccoli hanno effettuato un’escursione nella zona , i ragazzi di quinta elementare e delle medie, nel Giro delle Casère, hanno conosciuto direttamente i luoghi e la vita del casaro d’alpeggio. Gli studenti delle scuole superiori hanno percorso due itinerari: la visita alla diga Alta Mora e al cunicolo sotterraneo, grazie alla collaborazione con l’Italcementi, e la salita fino al Passo San Marco per la visita alle trincee della prima guerra mondiale.

«Scalare il futuro»
Una giornata accompagnata anche dal sole che ha regalato ai quasi mille presenti la bellezza delle . Nel pomeriggio i partecipanti hanno potuto conoscere le attività dei diversi gruppi di intervento e di volontariato. Con loro anche l’alpinista Maurizio Agazzi e l’assessore provinciale alla Protezione civile Fausto Carrara. «Aiutiamo i giovani a scalare il futuro» è il nome del progetto nato nel 2009 e che annualmente invita le scuole del territorio in uno degli splendidi luoghi delle . Oltre ad alcuni plessi della Valle Brembana, e Valle , hanno raggiunto la Ca’ San Marco anche studenti da Cenate Sotto, dalla Bassa, da Casirate d’Adda e Treviglio, e da due scuole cittadine.

Il messaggio Unicef
«Il progetto è nato grazie alla collaborazione con il Cai – spiega Ermanna Vezzoli dell’Unicef Bergamo –. La montagna diventa per i ragazzi scuola di vita, non solo perché aiuta ad apprezzare la bellezza, ma perché insegna quanto sia fondamentale il rispetto per la natura. Andare in montagna porta in sé anche un valore più prezioso: puntare alla vetta è come inseguire il sogno della propria vita. Ce l’abbiamo davanti, ma per raggiungerlo dobbiamo impegnarci e faticare, con responsabilità e coraggio. È il messaggio che la montagna regala a questi giovanissimi». La quota di partecipazione all’evento è stata destinata ai progetti che Unicef sviluppa a favore dell’infanzia.

Monica Ghertardi – L’Eco di Bergamo

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