Rammarico, rabbia e tanta amarezza. Sono i sentimenti espressi dalla comunità di Santa Croce, frazione di San Pellegrino, per il gesto compiuto venerdì pomeriggio da ignoti che hanno distrutto un capanno da , rubando circa sessanta da richiamo, appiccando fuoco alla struttura e tagliando piante, reti e cisterne per l’acqua, per un importo dei danni che supera i 25 mila euro.

Non credevo ai miei occhi
Non ha parole Giovanni Cavagna, quarantenne di Santa Croce, che da sette anni gestisce con passione il capanno assieme ai fratelli. Una passione trasmessagli dal padre quando aveva appena dieci anni, un hobby a cui dedicava le ferie e tutto il tempo libero. Nessuno in frazione sa spiegare un gesto così incivile, che ha scosso tutti. «Ho sottratto addirittura tempo alla famiglia per dedicarmi al capanno – commenta Cavagna –, è la mia passione più grande. Quando sono stato avvisato da alcuni amici di quello che era accaduto, non volevo crederci. Quando ho constatato i danni di persona mi sono venute le lacrime agli occhi. Al capanno ho trascorso intere giornate e settimane per diversi anni, con l’obiettivo di migliorare l’area. Ora è andato tutto perso. In pochi istanti hanno rovinato ore e ore di sacrifici».

Danni ingenti
I danni sono ingenti. «Il generatore di corrente è stato gettato in un burrone, la cisterna dell’acqua squarciata, completamente distrutte le reti e le gabbie degli uccelli, piante rase al suolo, in cenere il capanno. Molte poi le gabbiette rubate, per circa 50 uccelli, tra cui tordi sasselli e merli. Una decina invece i volatili liberati dalle gabbie». Sul posto sono arrivati per un sopralluogo i carabinieri della stazione di San Pellegrino, che stanno effettuando gli accertamenti del caso. E in merito alla vicenda è intervenuto anche Aldo Carrara, presidente sezionale dell’associazione Anuu migratoristi italiani, che raggruppa alcuni cacciatori della valle: «È una vigliaccheria – afferma Carrara –, qualche raro furto di uccelli è avvenuto negli anni passati, ma mai un fatto del genere e con modalità come queste».

Fiamme e fumo dal capanno
Secondo le prime ricostruzioni il vandalismo si è verificato fra le 14,30 e le 16,30. Tra i primi a intervenire alcuni passanti che hanno notato fumo e fiamme levarsi dal capanno. «Anche se distrutto, tornerò al capanno – aggiunge Cavagna –. Non avrei mai pensato che si potesse fare una cattiveria simile, ma non sarà comunque questo gesto a farmi rinunciare alla passione per la caccia».

Massimo Pesenti – L’Eco di Bergamo