Polenta e osei vietata per legge, il caso finisce in Parlamento

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Esplora il significato del termine: La legge che vieta l’import di uccellini anche da paesi extraeuropei nel Bresciano è già stata ribattezzata legge anti «polenta e osei». Dando vita ad una sollevazione popolare. I ristoratori (mille le trattorie che servono il piatto tipico) sono sul piede di guerra. E diversi parlamentari si stanno muovendo per chiedere una tardiva modifica alla normativa (approvata a settembre). La modifica all’ articolo 21 della legge sulla Caccia (la 157/1992) ha recepito una normativa europea: da un mese passeri e altri piccoli volatili non sono acquistabili, né commercializzabili, nemmeno se provengono da Cina, Thailandia o Nord Africa. Sono esclusi dai divieti il germano reale, pernice rossa, pernice di Sardegna, starna, fagiano, colombaccio, specie che non appartengono alla tradizione culinaria bresciana e bergamasca. Le conseguenze? I cacciatori potranno mangiare le loro prede solo in casa propria, nei pranzi con amici e famigliari. E se un ristorante venisse pizzicato a servire polenta e osei, rischia multe salatissime.

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Merli, tordi e cardellini, cresce la fiera di Lenna

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cacciatori-valle-brembana42Lenna – Nuovo successo di pubblico e partecipanti per la settima edizione della sagra di uccelli da richiamo di Lenna. Il lungo lavoro di preparazione svolto dal Comprensorio venatorio alpino della Valle Brembana, dunque, è stato ripagato dalla bella giornata dello scorso weekend, che ha cancellato il rinvio per maltempo del sabato precedente. Oltre mille persone hanno assistito alla gara mentre, rispetto agli anni passati, è cresciuto – seppur di poco – il numero dei volatili che hanno preso parte alla competizione: più di trecento (323 per l’esattezza), con cinquanta espositori provenienti per lo più dalla Lombardia. La sfida, come di consueto, è iniziata alle 5 ed è durata circa quattro ore e mezza. In campo sette categorie di uccelli: allodola, cardellino, fringuello, merlo, prispolone, tordo bottaccio e tordo sassello. I punteggi sono stati stabiliti dall’Associazione manifestazioni ornitologiche e venatorie (Amov), guidata dal presidente Massimo Zanardelli. La giuria, composta da cinque giudici, ha effettuato per ogni soggetto tre passaggi, dopo i quali assegnava una valutazione. Per ciascuna categoria, che ha una propria peculiarità, si prendono in considerazione qualità e continuità del canto.

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Fringuelli e allodole, sfide all’ultimo canto a Lenna

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Valle Brembana – Weekend all’insegna delle sagre ornitologiche in Valle Brembana e Valle Imagna. Primo appuntamento domani mattina al campo sportivo di Lenna con la sesta edizione della sagra estiva per uccelli da richiamo, con esposizione e gara nazionale. La fiera prenderà il via alle 5, quando affineranno le proprie ugole decine di esemplari di merlo, tordo bottaccio e sassello, allodala, fringuello, tordina e cardellino. Dopo la stesura dei giudizi di merito da parte dei giurati, alle 10 le premiazioni delle gare di canto. Sarà solo il primo atto di una mattinata molto intensa, che prevede alle 11 la passeggiata collettiva riservata agli amici a quattro zampe con relativi conduttori. Un’iniziativa molto apprezzata nelle scorse edizioni e riproposta grazie all’appassionata regia di Piero Calvi e del meticcio «Stella», vera e propria mascotte della manifestazione.

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La cultura della baita

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Le baite, disseminate in tutta la nostra Alta Valle, rappresentano bene la vita secolare dei nostri antenati scandita sulle montagne secondo il tempo e le stagioni. Per questo le baite ci parlano, e la natura in cui le baite sono immerse ci attira anche oggi dove una vita tecnologizzata e frenetica ci lascia spesso storditi e vuoti. La natura ci parla, parla al mandriano e al contadino, come al filosofo, al letterato e all’uomo religioso. I nostri antenati che hanno vissuto vite intere in montagna hanno lasciato a noi della Valle i loro geni, le loro emozioni, anche inconsce, di fronte ai cambiamenti meravigliosi delle stagioni, di fronte a un bosco innevato, a un prato fiorito, alla luna che esce da un’abetaia, o a un camoscio che si rifugia nel bosco. La natura ci parla, e i fortunati che hanno i geni degli avi montanari meglio degli altri capiscono il suo linguaggio, perché non tutti lo comprendono.

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