Spettacolari le operazioni di rimozioni della strumentazione avvenute ieri in elicottero grazie ai volontari del Soccorso alpino di Valbondione e Clusone. I nuovi apparati funzioneranno anche a quaranta gradi sotto lo zero. Dopo oltre quindici anni di onorato servizio stanno gradualmente andando in pensione le vecchie colonnine del Soccorso alpino presenti sulle montagne delle nostre . Queste erano dislocate in alcuni punti di maggior afflusso turistico: i Passi Publino, Valsecca e Branchino, la Presolana, il lago del Barbellino e i Pizzi Redorta, Coca e Tre Signori ma solo cinque di queste erano ancora pienamente funzionanti.

Il programma di sostituzione ha preso il via ieri grazie alla disponibilità di cinque volontari del Soccorso alpino di Valbondione e uno di Clusone, portati in quota da un elicottero della ditta Elieuro. Due sono stati lasciati al Simal, che con i suoi 2712 metri è il punto più alto del Sentiero delle Orobie, due nei pressi della Bocchetta dei Camosci in territorio di Valbondione mentre gli ultimi alla Cappella Savina, ai piedi della Presolana.

Le operazioni di rimozione dei vecchi apparati – dicono i volontari di ritorno dalla Bocchetta dei Camosci – sono avvenute senza alcuna difficoltà. Si è però reso necessario liberarle dalla neve utilizzando i badili e scongelare con la fiamma i bulloni che le fissavano alla base. La vista da queste altezze era spettacolare, in cielo non c’era neppure una nuvola e la temperatura era di pochi gradi sotto zero». Le nuove colonnine sono state portate in quota utilizzando il gancio baricentrico fissato all’elicottero e nel contempo quelle vecchie riposte in reti e quindi trasportate a valle.

Le nuove apparecchiature sono di proprietà dalla Provincia di Bergamo che le gestisce in convenzione con il Cai e il Soccorso alpino e sono state progettate dalla ditta Carminati di Sedrina. A differenza delle precedenti non basano più il loro funzionamento su di un sistema radio di tipo terrestre ma satellitare e la chiamata viene inoltrata direttamente alla base operativa del 118 di Orio al Serio: i collaudi eseguiti in apposite celle frigorifere ne garantiscono il pieno funzionamento fino a 40 gradi sottozero. Nelle prossime settimane il programma di sostituzione dovrebbe interessare anche altri apparati sul territorio. La struttura ergonomica decisamente più filiforme rispetto alla precedenti dovrebbe inoltre consentire un minor deposito della neve sulle sue pareti, limitando i danni causati dalla sua spinta.

Nelle prossime settimane il programma di sostituzione dovrebbe interessare anche gli altri apparati dislocati sul territorio di Bergamo rendendo quindi completamente operativo il nuovo sistema di telesoccorso in . Il progetto, che si inserisce in un contesto ben più ampio, ha preso però il via la scorsa estate con l’installazione di 7 apparati nei vari rifugi che si trovano lungo il Sentiero delle Orobie: Alpe Corte, Laghi Gemelli, Rifugio Calvi, Brunone, Coca, Curò e Albani. In questo caso si tratta di un telefono utilizzabile esclusivamente in caso di emergenza e collegato all’impianto Telecom già esistente.

Questi due progetti, colonnine di telesoccorso e telefoni S.O.S., sono complementari tra loro e dovrebbero garantire un’efficiente sistema di comunicazione a coloro che si trovassero in difficoltà durante un’escursione sui sentieri delle nostre montagne. Viene così posto un ulteriore tassello per la valorizzazione del territorio montano che ormai, anche durante l’inverno, richiama migliaia di escursionisti.

Mirco Bonacorsi – Il Bergamo