Piazzatorre – Le seggiovie di a dovrebbero restare a casa. Lunedì, dalle 19,30, il Consiglio comunale sarà chiamato ad approvare la proposta di acquisto da parte del Comune degli impianti di sci, del rifugio Gremei e dei terreni accessori. Per una delle storiche stazioni sciistiche delle dovrebbe quindi essere scongiurato il pericolo di vedere le seggiovie all’asta, vendute e magari installate in un Paese dell’Est Europa. «L’idea della maggioranza è di acquistare le seggiovie e il rifugio – spiega il sindaco Michele Arioli – quindi non dovrebbero esserci sorprese. Ci sarà comunque una discussione sull’operazione, immagino neppure facile. Ma ormai si dovrebbe ragionare in termini di necessità. Il progetto (erano previsti 55 milioni di investimenti), però, poco alla volta franò di fronte anche ai bilanci sempre in rosso delle stagioni della neve. La società ha così deciso di vendere. Anche se lo scorso anno si era detta disposta a concedere al Comune per sei anni l’affitto delle seggiovie.

Operazione poi fallita per il mancato accordo tra amministrazione comunale e il proprietario dell’area di partenza degli impianti. A tale difficoltà si era poi aggiunto il pignoramento della seggiovia Gremei 2, a seguito del mancato parziale pagamento di «Alta Quota» dei lavori per lo skiweg. Da qui l’impegno della Giunta comunale ad acquistare quantomeno le seggiovie di Torcola Vaga (anche quelle di Torcola Soliva sono da tempo ferme e in vendita). L’alternativa è l’asta. E magari lo smantellamento degli impianti. Il paese vive ancora di turismo invernale, abbiamo un’azienda in tal senso e dobbiamo cercare di mantenerla, nonostante i tempi di crisi. Questo è un primo passo che dobbiamo necessariamente fare, poi si vedrà». Perché una volta acquistato, non sarà così semplice far ripartire il comprensorio. Attualmente Torcola Vaga è di proprietà della società «Alta Quota» che cinque anni fa si era proposta per il rilancio della stazione invernale, riuscendo anche a collegare per la prima volta nella storia del paese i cordo con la proprietà ormai definito nei tempi e nei costi. Gli impianti sarebbero acquistati a un prezzo di circa 700 mila euro mentre il rifugio Gremei intorno ai 300 mila euro. Le casse comunali non sono certo in grado di coprire immediatamente tale spesa che, quindi, verrebbe in parte rateizzata e in parte permutata con terreni intorno all’ex Colonia genovese. L’operazione, dunque, sembra fattibile. E contrarietà non dovrebbero esserci. Anche se memori della mancata apertura, un po’ a sorpresa, degli impianti il dicembre scorso, nessuno è disposto a mettere la mano sul fuoco sulla riuscita dell’accordo. Una volta avuto l’ok dal Consiglio si dovrà andare all’atto notarile. Poi si dovrà aprire la partita della gestione degli impianti. «Una tappa alla volta – dice il sindaco –. Tenere a casa le seggiovie sarà già un buon risultato. Dopo penseremo al resto».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

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