Parco delle OrobieCaccia nel
A colloquio con il Presidente Aldo Grassi

Abbiamo avuto il piacere di poter fare una conversazione con il Presidente del Parco dott. Grassi. Si è trattato di una conversazione sull’onda delle attuali problematiche relative alle nuove ZPS recentemente approvate dalla , e che interessano i nostro territorio per oltre il 60%. Il problema dei SIC, che fanno capo alla Direttiva Europea HABITAT, non è mai stato per i cacciatori un problema reale, in quanto in queste aree l’attività venatoria è perfettamente sostenibile, salvo casi rarissimi in cui la conservazione dell’habitat non sia compatibile con una fruizione umana, ma di queste aree nel nostro Parco non ce ne sono.  

In teoria anche per quanto riguarda le ZPS non dovrebbero sussistere divieti, perché le disposizioni europee non ne fanno menzione, salvo i casi specifi ci quando in determinate e ben individuate aree non sopravvivano e sostino specie rare e protette per la cui conservazione siano state individuate proprio quelle ZPS.

Anche nel caso specifi co del non dovrebbero sussistere problemi, in quanto le IBA (Important Bird Area) a suo tempo individuate facevano riferimento solamente alla esigenza di protezione di aree di transito per i migratori in maniera generica, quindi non individuando specie particolarmente a rischio. Dunque la caccia a specie “cacciabili” non dovrebbe essere messa in discussione. Ma ahimè intervengono, a questo punto, le normative tutte italiane in materia di caccia. Norme che si rifanno agli anni  ’90 e successivi, per le quali esistono tuttora grossi pasticci che solo la politica italiana è capace di creare!

La confusione, se non a volte addirittura il conflitto, tra ministeri e assessorati regionali diversi che si interessano di Ambiente e Caccia è stata capace di costruire una ragnatela di norme e leggi e interpretazioni delle leggi che creano una permanente confusione, che si contraddicono tra loro, tanto che non resta al momento che attendere una precisa e attesa disposizione di legge che metta chiarezza, per quanto sarà possibile, tra questo groviglio di norme e disposizioni. Il Presidente del Parco delle Orobie, anche lui preoccupato per questa situazione legislativa di stallo che si è venuta a creare, resta comunque piuttosto fiducioso che la situazione possa al più presto chiarirsi e permetta quindi di avere norme precise e chiare che permettano ai cacciatori, e non solo a loro, la fruizione del territorio del Parco delle Orobie come hanno sempre saputo fare fino ad oggi, con coscienza e capacità gestionale di tutto rispetto.

Nel ringraziare il Presidente del Parco dott. Grassi per la cortese e importante chiacchierata, ci lasciamo con la promessa di poterci di nuovo incontrare quando le disposizioni legislative avranno messo qualche punto in chiaro, e poter parlare anche di future possibili collaborazioni.

Flavio Galizzi – www.comprensorioalpinovb.it