In futuro, per le sarà «necessario diversificare l’offerta e apprendere nuove pratiche sostenibili. Senza dimenticare i cambiamenti climatici». L’occasione, nei giorni scorsi, della presentazione dell’indagine dell’Osservatorio turistico della , con la tendenza del turista a utilizzare più internet per le prenotazioni «last minute», permette a di proporre alcune riflessioni con una priorità: «Secondo noi, il punto di partenza per qualsiasi ragionamento politico ed economico sono i cambiamenti climatici».  

Secondo gli ambientalisti infatti, «non si può continuare ad impostare e pianificare una qualsiasi attività imprenditoriale e decisione politica, prescindendo dalle trasformazioni causate dai cambiamenti climatici. Se finora non ha nevicato non si tratta di bizze inspiegabili del clima ma dell’effetto del riscaldamento globale che incide sul contesto locale», spiega Paolo Locatelli, del coordinamento provinciale dell’associazione ambientalista.

Per Legambiente è quindi «necessario diversificare l’offerta», offrendo come alternativa
quel turismo di natura, all’interno delle aree naturali e alla ricerca del contatto diretto con l’ambiente, «che però a non sembra interessare nonostante un vettore come l’aeroporto di al Serio e la presenza del Parco delle Orobie che potrebbe diventare un grande valore aggiunto».

Sempre secondo Legambiente, «il territorio orobico possiede risorse naturali, culturali e gastronomiche il cui potenziale non è mai stato pienamente esplorato. Inoltre attraverso la formazione e l’aggiornamento si potrebbero valorizzare le risorse umane in loco creando nuove figure professionali e nuove alleanze, con un progetto di cooperazione che coinvolga amministratori locali, politici, operatori economici e associazioni di volontariato».

L’Eco di Bergamo