Squadre volontari antincendio boschivo Valle Brembana Per due mesi si torna all’età d’oro: stendardi, incontri e i piatti dello chef del . Come gustare ancora la Belle Époque, fare un tuffo negli anni d’oro di San Pellegrino, tra grandi sfarzi, signore in carrozza e balli principeschi? Beh, per respirare un po’ l’emozionante atmosfera di quei tempi, l’assessorato alla Cultura di San Pellegrino ha pensato di proporre un’estate tra menù, immagini, incontri culturali, mostre e sfilate in abiti d’epoca. Si chiama «Aria di Belle Époque» e forse non sarà sufficiente per tornare a rivivere quel periodo, ma, perlomeno si potrà avere un’idea di un’epoca, quella all’inizio del Novecento, fatta di sviluppo, arte e spensieratezza.

«La nascita del nei primi anni del secolo scorso – spiega l’assessore alla Cultura Michele Pesenti –, l’arrivo della ferrovia, la costruzione degli alberghi e delle Terme quale luogo di benessere, la realizzazione di due capolavori artistici come il Grand Hotel e il Casinò rappresentano alcuni tra i più importanti aspetti che hanno contraddistinto quel periodo». Da alcuni giorni, lungo il viale Papa Giovanni e su via Mazzoni, sono stati posizionati una ventina di grandi stendardi che raffigurano un percorso ideale alla scoperta della Belle Époque nella Bergamasca: si parte da Città Alta a Bergamo verso , i Ponti di , con l’Orrido, la scalinata della parrocchiale di , quindi i capolavori di San Pellegrino, piazza Zignoni a , il porticato del , fino alla cascata dei . Gli stendardi riproducono i disegni dell’artista Riccardo Pellegrini e furono pubblicati sulla guida di San Pellegrino all’inizio del ‘900.

«L’intenzione dell’Amministrazione – continua l’assessore – è di far rivivere l’atmosfera del tempo: ma non con la malinconia di un passato ormai perduto, bensì con la speranza che questo possa oggi ripetersi». E infatti, idealmente, il viaggio simbolico che da Bergamo risale la valle, si conclude significativamente nella hall del Casinò con la mostra dei sette progetti che hanno preso parte al concorso internazionale di idee per le nuove Terme. «Come un ponte – continua l’assessore – che, ripercorrendo i primi del Novecento, si proietta nella San Pellegrino del futuro». E dopo la vista nel passato i sapori della Belle Époque, con aperitivi e menù ispirati a quell’età d’oro e preparati dall’istituto Alberghiero.

Distribuiti ad alberghi e ristoranti della cittadina termale potranno essere serviti durante l’estate: cibi succulenti, naturalmente, come si addiceva a una clientela fatta di principi, re e signorotti provenienti da tutta Europa. Così il villeggiante potrà gustare, per esempio, il menù preparato dagli chef del Grand Hotel il 1° luglio 1906, per l’inaugurazione della ferrovia Bergamo-San Pellegrino: «Salmone affumicato “dolce di Norvegia”, burro e pane tostato, tortellini alla ricotta, filetti di sogliola alla mugnaia o grenoblese, patate alla moda di Lione, costoletta di vitello al burro e salvia, gli ortaggi del mercato e millefoglie alla vaniglia…». Evidentemente ce n’era di che essere sazi. Almeno per chi aveva qualche lira per permetterselo.

Dal 15 luglio, quindi, inizieranno una serie di incontri culturali aventi per tema la Belle Époque; il 27 luglio, per tutta la giornata, il gruppo storico «Vicolo Mottana» di Recoaro Terme offrirà una rappresentazione in costume dello stile di vita dell’epoca, dai ceti contadini fino allo sfarzo dei nobili. Il 1° agosto, infine, al Casinò, l’apertura della mostra postuma di Gianmaria Bondioli su «Il pittore e i riflessi del tempo», per rivivere anche nei quadri l’epoca d’oro di San Pellegrino.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

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