La Provincia presenta i dati dell’Osservatorio del 2009: calo del 6,33% di presenze sulle . La crisi non affossa il turismo in : nel 2009 si è registrato un aumento dello 0,74% delle presenze. Anche se gli arrivi sono stati in calo dell’1,13%. Sono soprattutto i turisti italiani che scelgono la , anche se rispetto al 2008 sono in diminuzione e aumentano invece gli stranieri. In costante calo, il flusso turistico nelle : dal 1999 al 2009 si è registrato un meno 11,20%. Solo negli ultimi 5 anni considerati, il calo è stato del 7,59%. E, rispetto al 2008, le presenze sono diminuite del 6, 33%. Boom delle presenze invece in città e pianura, dove negli ultimi dieci anni sono aumentate del 61,33%, anche se solo del 2,1% in dodici mesi.

Dato positivo anche per la zona dei laghi, con una crescita dell’8,43%, che arriva a quota 16,49% dal 2008 al 2009.

Il “Rapporto 2009” è stato predisposto dall’osservatorio turistico della Provincia. «Nonostante lai crisi, ha tenuto – ha commentato l’assessore alle Attività produttive Giorgio Bonassoli – Abbiamo aspettative maggiori per il futuro. Lavoreremo per la del territorio, facendo conoscere i siti più suggestivi, anche sfruttando la vetrina del sito web». Il direttore del Cestit Andrea Macchiavelli ha snocciolato i numeri, ribadendo che «il 2009 è stato ovunque un anno difficile per il turismo. L’incremento delle presenze dello 0,74% è quindi un dato positivo».

Un turismo di “vicinato”. Tra gli italiani che sono arrivati in bergamasca nel 2009, il 58% è lombardo. Tra gli stranieri, sono gli europei a farla da padroni, sfiorando il 53%. Nel 2009, rispetto all’anno precedente, si è registrata la “volata” delle presenze di australiani: 33,81% in più. Forte aumento anche per i gruppi in arrivo dalla Svezia e la Finlandia. Tracollo invece del numero di turisti dal Regno Unito (calo del 17,41%) e dalla Norvegia (meno 17,30%). In media, il pernottamento dura circa due giorni. Sul fronte della ricettività, si contano 645 strutture, pari a oltre 22mila posti letto. Dal 2004 al 2009 la disponibilità nei Bed and breakfast è passata da 168 a 737. Le strutture invece da 38 a 162. Anche in città si è registrato un massiccio aumento di questo tipo di struttura di accoglienza. Inoltre, tra i lavoratori del settore turistico, la maggior parte è impiegato nei ristoranti e nei bar. Con un aumento significativo del numero di locali pubblici. Dal 2000 al 2009, in crescita anche i servizi di trasporto e di noleggio di trasporto. Non ci sono state variazioni sul numero di le licenze per i taxi.

Alessandra Loche – Il Bergamo