Roncobello – “L’arte ritrovata. Scoperta e restauro di antiche statue a in Alta ”. Mostra aperta fino al 17 giugno dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19; sabato e domenica 10-12 / 16-19, ingresso libero. Visite guidate gratuite venerdì ore 17.30; sabato ore 17.30; domenica ore 10.30 e 17.30 (per prenotazione telefono 349.1708402, 339.3040633). La Parrocchia di in Alta Val Brembana, in la collaborazione della e il sostegno del Comune di e di altri enti pubblici e privati, ha promosso il restauro di due importanti statue lignee del Cinquecento lombardo conservate nella chiesa parrocchiale, togliendole all’oblio nel quale giacevano da più di tre secoli.

Tutto nasce dal ritrovamento di preziose statue lignee del Rinascimento lombardo, confinate per lungo tempo sulla bussola d’ingresso della chiesa parrocchiale di Roncobello e coperte da una vernice scura che ne impediva la godibilità e la lettura. Il restauro, che ha interessato anche due statue tardobarocche, ha riportato alla luce policromie e dorature originali restituendoci questo patrimonio finora sconosciuto.

Dall’occasione è nato l’invito ad allargare il ‘raggio di visuale’ e a riscoprire la Valsecca – piccola diramazione dell’Alta Brembana comprendente Roncobello con le frazioni di Bordogna e -, terra ricca di tesori artistici e storici e di bellezze naturali. Dopo che l’ancona cinquecentesca dell’altare maggiore, che accoglieva in origine le statue, fu smembrata nella seconda metà del Seicento, le opere furono depositate in sagrestia e, alla fine dell’Ottocento, collocate in alla bussola in chiesa e riverniciate di scuro per essere adeguate cromaticamente al nuovo arredo.

Le statue sono state ora riscoperte e studiate dalla storica dell’arte Alessandra Civai che ha assegnato le opere alla cerchia di uno dei più grandi intagliatori lombardi del Rinascimento, Andrea da Corbetta, detto Andrea da . Le due notevoli sculture sono state, inoltre, contestualizzate nella storia architettonica e sociale dell’Alta delle Brembana, e in particolare della Valsecca, dall’architetto Desirée Vismara, che con Alessandra Civai è curatrice della mostra.

L’accurato e laborioso restauro è stato condotto dal restauratore Antonio Zaccaria sotto la sorveglianza di Marina Gargiulo, storico dell’arte della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici di Milano. Le vicissitudini conservative delle due sculture hanno contribuito a relegarle nell’oblio ma in qualche modo anche a preservarne la policromia originale insieme alla struttura. Operazione fondamentale del recupero è stata la pulitura. La rimozione graduale e selettiva di ogni singola ridipintura è stata accompagnata dal progressivo riemergere di una grande quantità di materia originale – policromia e doratura – soprattutto sulle vesti.