Brembilla – Dieci anni fa una distrusse lasciando senza casa 13 famiglie. Lunedì la Giunta provinciale approverà il progetto esecutivo per gli ultimi lavori di messa in , per un costo di 800 mila euro (fondi statali). Con il cantiere che si aprirà molto probabilmente il prossimo inverno o in primavera. Dieci anni, quindi, per sistemare in modo definitivo la profonda ferita che dal 28 novembre 2002 venne inferta alla frazione di . Un disastro ancora fissato nella memoria di tutta la comunità.

Da allora, per sistemare il territorio, a Camorone sono stati spesi tre milioni di euro, a cui, ora si aggiungeranno altri 800 mila euro, probabilmente gli ultimi. «La parte alta della frana – spiega il sindaco Gianni Salvi – è stata messa in sicurezza nei primi anni. Ora si interverrà nella parte passa e su due canali d’acqua che si sono venuti a formare dopo lo smottamento. I due corsi d’acqua, laterali alla frana, hanno sostituito l’unico canale esistente prima dell’evento. In questi anni, però, non avendo un letto adeguato, hanno continuato a scavare nel terreno con i pendii che progressivamente si sono deteriorati e rischiano di franare. Non vi è alcuna emergenza ma è comunque intervenire».

«Si metteranno al sicuro i due canali, costruendo un letto in pietre – prosegue il sindaco – quindi verrà rifatto il profilo di tutta la parte bassa della frana, con terrazzamenti e raccolta acque e si allargherà l’inizio della per la frazione di Camorone. I soldi erano già previsti nel 2002 ma, negli anni successivi lo Stato li ha poi dirottati per altre emergenze idrogeologiche. Si sono di nuovo resi disponibili due anni. Quindi si è provveduto alla progettazione, ora alla fase conclusiva».

Nel frattempo Brembilla sta preparando le cerimonie commemorative della frana: il 25 novembre, alle 18, nella chiesa prepositurale, il vescovo Francesco Beschi celebrerà una Messa alla presenza di autorità, forze dell’ordine e volontari che in quei giorni intervennero sulla frana. Il 28 novembre, alle 20, la Messa e il concerto nella chiesina di Camorone.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di