San Pellegrino Terme – Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato, con 28 voti favorevoli, 22 contrari e un astenuto, la mozione 348 esprimendo così parere favorevole alla riapertura della casa da gioco nel Comune di . La mozione, presentata dal consigliere Roberto Bruni (Patto Civico) è stata sottoscritta dai colleghi bergamaschi Mario Barboni, Jacopo Scandella, Silvana Santisi Saita, Roberto Anelli, Angelo Capelli, Elisabetta Fatuzzo, Alessandro Sorte e anche dalla consigliera Lara Magoni e chiede che il Consiglio si faccia promotore presso il Governo affinché venga rilasciata una autorizzazione di natura amministrativa all’apertura della Casa di Gioco.

“Qualora questa ipotesi si dimostrasse di difficile percorribilità – spiega Bruni – i parlamentari eletti in Lombardia si adopereranno ulteriormente perché il Parlamento approvi una legge che, regolamentando la materia delle , consenta la riapertura del Casinò di San Terme”. Bruni esprime “soddisfazione per l’esito della votazione – tale grazie anche alla compattezza della quasi totalità della delegazione – che sollecita il superamento, da parte del Consiglio regionale, del conservatorismo dello status quo, con il monopolio dei quattro Casinò esistenti. La realtà della ha una forte vocazione turistica – dice il consigliere – che l’accordo di programma del 2007 tra il Comune, Provincia e Regione stessa si impegnava a sostenere. Ad oggi, ci sono stati consistenti investimenti sia pubblici che privati e la recente apertura delle terme ha avuto un esito positivo, al di là delle aspettative. La riapertura della casa da gioco sarebbe un altro tassello importante per il rilancio del territorio, che dal 2003 presenta una situazione drammatica dal punto di vista economico e sociale”.

“Nella mozione – ci tiene a specificare Bruni – ribadiamo grande preoccupazione riguardo alla deregulation del gioco d’azzardo, che va viceversa limitato e opportunamente normato. La riapertura della casa da gioco – aggiunge il consigliere del Patto Civico – va nella direzione di canalizzare il gioco d’azzardo in circuiti controllati. L’obiettivo infatti – conclude Bruni – è di contrastare la dimensione patologica del gioco d’azzardo, che ad oggi si realizza con la diffusione e la proliferazione dei punti gioco negli esercizi pubblici”.

Non c’è lo stesso entusiasmo, invece, nelle parole del consigliere del Movimento 5 Stelle Dario Violi che esprime perplessità sull’effettiva utilità della mozione: “Non siamo assolutamente convinti che un casinò risolva il problema dell’attrattività turistica della Val Brembana. Per di più, l’atto presentato che è una mozione, risulta solo un generico invito al Governo a aprire una nuova casa da gioco che rischia di rimanere lettera morta e utile solo ai politici locali per farsi belli sui media. Insomma, ancora una volta dalla regione arriva solo fumo negli occhi per i cittadini bergamaschi. Se volessero davvero un casinò sarebbe bastato un emendamento dei parlamentari bergamaschi a Roma, cosa peraltro promessa e mai fatta”.

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