Cresce nella nostra provincia l’offerta delle strutture ricettive turistiche (alberghi, ostelli, rifugi di montagna, bed and breakfest, campeggi), passate, nel primo trimestre 2011, a 288 unità rispetto alle 284 dello stesso periodo dello scorso anno (+1,4%). Ma sono soprattutto i , i residence e gli appartamenti per vacanze a moltiplicarsi (in Lombardia hanno messo a segno un +10,3%), mentre le altre strutture sono stabili o segnano il passo.

288 strutture ricettive
Secondo i dati della Camera di di , la provincia che offre il maggior numero di strutture alberghiere e turistiche è che ne conta 882, il 26,6 % del totale lombardo. Seguono Brescia con 735 imprese (22,2% lombardo, +1,7% in un anno) e Sondrio con 496 (15% lombardo, +1,2%). Le crescite percentuali maggiori tra 2011 e 2010 si registrano, invece, a Monza e Brianza (+7,2%), Mantova (+3,9%) e (+3,8%). Bergamo, come detto, ha registrato un +1,4% (sotto la media lombarda dell’1,7%) con un totale di 288 strutture così suddivise: 211 , 1 villaggio turistico, 17 tra ostelli della gioventù e rifugi di , 48 tra bed and breakfast, residence, affittacamere e appartamenti per vacanze, 8 campeggi e 3 altri alloggi. Le strutture ricettive bergamasche pesano per l’8,75 in ambito lombardo mentre a livello nazionale costituiscono lo 0,7% dell’intera offerta ricettiva italiana.

Leva tariffaria al ribasso
Una realtà, quella , molto complessa che comprende una città d’arte (il capoluogo), le località di montagna e il lago d’Iseo, che ha ricevuto un impulso turistico soprattutto dal grande sviluppo dell’aeroporto di . «All’aeroporto – dice Giovanni Zambonelli, presidente degli albergatori Ascom – bisognerebbe fare un monumento». Il turismo low cost che sbarca a con i voli Ryanair non deve essere affatto considerato alla stregua di un turismo «straccione». «Tutt’altro – conferma Zambonelli – è un turismo che sì risparmia sullo spostamento aereo ma poi, almeno per una buona fetta, si tratta bene negli alberghi». Alberghi che poi, anche con tre o quattro stelle, praticano tariffe modulate sul periodo o addirittura sul giorno stesso.

Considerando solo gli di Bergamo e dell’hinterland, nel primo semestre del 2011 si è registrato un 3% di presenze in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; l’occupazione delle stanze è addirittura cresciuta del 6%. Ma, a far da contraltare a questi risultati, c’è il dato negativo dei ricavi: -5%. Dunque, nonostante le maggiori presenze, gli alberghi di Bergamo e dell’immediata periferia guadagnano meno. Un dato che trova una spiegazione nella politica tariffaria al ribasso praticata soprattutto dagli posti nell’hinterland e nelle vicinanze dell’aeroporto che, a parità di stelle, offrono sconti del 10-15% rispetto al centro cittadino. Per incrementare il numero di presenze, dunque, si utilizza la leva della politica tariffaria al ribasso. Strategia che però impedisce agli stessi alberghi di riportare quei margini economici necessari per poi potere investire nel miglioramento della struttura e dei servizi.

«La realtà ricettiva lombarda è a macchia di leopardo – continua Zambonelli – e i tassi di crescita sono molto diversi a seconda delle province e delle differenti aree all’interno delle stesse province. In ogni caso, non si può parlare di crescita ma solo di recupero rispetto alla crisi iniziata nel 2008 ed esplosa drammaticamente nel disastroso 2009. Nell’altalenante 2010 si è registrato un lieve recupero e così è risultato nei primi mesi del 2011 anche se il secondo trimestre ha segnato un rallentamento rispetto al primo».

L’Eco di Bergamo