Da Roma 400 mila euro per il restyling del palazzo che risale agli Anni Venti. Nel documento di previsione anche i fondi per una nuova a Carubbo. I soldi sono arrivati, il Consiglio ha dato il via libera al bilancio di previsione e al piano delle opere pubbliche. E ora è finalmente pronto ai blocchi di partenza un intervento atteso da anni dalla comunità di Zogno: il recupero delle facciate in stile delle scuole di via Roma. Costruite all’inizio degli Anni Venti, verranno restaurate con una spesa complessiva di 400 mila euro di statali arrivati dalla 5ª Commissione bilancio della Camera.

«Da anni – ha precisato il sindaco Giuliano Ghisalberti (Lega Nord) –, stavamo cercando di ottenere il finanziamento per mettere mano ai lavori. Ora che i fondi sono arrivati, possiamo finalmente dare il via all’iter per riportare al vecchio splendore le facciate della scuola. Qui hanno studiato generazioni di zognesi, quindi quello che andremo a realizzare è certamente un intervento di carattere strutturale, artistico e culturale, ma anche e soprattutto affettivo».

Il piano delle opere pubbliche, illustrato nei dettagli dall’assessore Lino , prevede anche una somma per il rifacimento del tetto nell’ala vecchia delle scuole di ; poi l’installazione di pannelli fotovoltaici su alcuni edifici pubblici, la realizzazione di un parco giochi a , l’accantonamento di fondi per interventi ai cimiteri di e Grumello. È previsto uno stanziamento di 350 mila euro per opere legate alla viabilità, compreso un finanziamento per un intervento pubblico/privato che prevede la realizzazione di una nuova strada a Carubbo. Sempre in tema di viabilità, 100 mila euro verranno accantonati per realizzare il tratto terminale del collegamento di via Monte Grappa con Campelmè, opera che verrà messa in cantiere non appena inizieranno i lavori della variante di .

Il bilancio di previsione ammonta complessivamente a circa 6,9 milioni di euro, con 4,9 milioni di spese correnti e 1,232 milioni per gli investimenti. Per quanto riguarda tasse e tariffe, Ici sulle seconde confermata al 5,5 per mille, Irpef allo 0,5%. Non è previsto, invece, il rinnovo del fondo anticrisi: nel 2009 erano stati stanziati 30 mila euro, ma le richieste sono state solo quattro o cinque. «Se ci sarà richiesta – dice il sindaco – ci ripenseremo».

Il documento di programmazione finanziaria è stato approvato a maggioranza nel corso della prima riunione di quest’anno del Consiglio comunale. Il sindaco Ghisalberti ha indicato le linee guida che hanno portato alla formulazione del bilancio. «Abbiamo ereditato una situazione sana, senza debiti e trasparente – ha dichiarato –. Così nel progettare il bilancio di previsione 2010 abbiamo voluto continuare a far riferimento a principi di prudenza, di stretto controllo della spesa, di mantenimento dei servizi cercando di migliorarli nel rispetto del patto di stabilità. Un patto che continuiamo a considerare iniquo e penalizzante per la nostra comunità, soprattutto perché i soldi li abbiamo. Siamo anche riusciti ad abbattere le spese correnti, per cui siamo convinti che il bilancio presentato sia realistico. Quando andremo ad approvare il conto consuntivo del 2009, vedremo se ci saranno altre risorse finanziarie a disposizione».

Hanno fatto seguito gli interventi degli assessori per i capitoli di loro competenza. L’assessore Angelo Curnis ha tra l’altro fatto sapere che il sindaco è entrato recentemente a far parte dell’Ufficio di presidenza dell’Associazione nazionale Comuni d’Italia (Anci). Prima del voto, il capogruppo della lista di minoranza «Zogno democratica», Roberto Fustinoni, ha presentato la richiesta di due emendamenti al bilancio: l’inserimento di 10 mila euro per progetti formativi dell’istituto superiore Turoldo e di 30 mila da destinare al trasporto locale. I due emendamenti non sono stati ammessi per il rischio di sforare il patto di stabilità. Fustinoni ha poi obiettato su varie voci del documento ritenendole «irrealistiche», mentre Pdl-Udc, per voce del capogruppo Roberto Mazzoleni, ha espresso pieno consenso al bilancio. Voti contrari, dunque, solo quelli di «Zogno democratica».

Sergio Tiraboschi – L’Eco di