Si accentua la frenata, specie in provincia. Nel primo semestre circa 1.300 compravendite in meno. Si accentua la frenata, specie in provincia. Nel primo semestre circa 1.300 compravendite in meno. Forse la casa è ancora un investimento, ma di certo di affari se ne fanno di meno, mentre i cartelli «vendesi», sul nuovo e sull’usato, restano appesi sempre più a lungo, in attesa di compratori che scarseggiano, sia per prudenza, sia in previsione di possibili cali dei prezzi, sia, soprattutto, per la mancanza di disponibilità finanziarie. Il risultato è che il mercato immobiliare sta decisamente rallentando. Le compravendite nella di immobili residenziali, che secondo i dati ’Agenzia del Territorio si erano mantenute negli ultimi anni sostanzialmente stabili intorno alle 6.300-6.600 operazioni all’anno, hanno registrato nella prima parte del 2012 una caduta di proporzioni inedite, non arrivando nemmeno a quota 5 mila.

Rispetto al primo semestre dell’anno scorso si tratta di una diminuzione del 21,5% e per di più con una tendenza al peggioramento, dato che il secondo trimestre vede, sempre su base annua, una ancora più ampia flessione del 25,9%. La caduta degli acquisti è leggermente meno sensibile nel capoluogo (meno 22,6%) rispetto al complesso degli altri comuni della provincia (meno 26,4%).

Incrociando i dati dell’Agenzia del Territorio con quelli del Consiglio notarile di , si nota che la frenata delle compravendite riguarda soprattutto le seconde . Probabilmente le maggiori tasse che sono state poste sugli immobili unita alla generale incertezza e anche al calo del reddito disponibile hanno tolto dal mercato gli investitori intenzionati a mettere a reddito il mattone puntando sugli affitti o su future rivalutazioni. Resta invece leggermente più contenuto il calo degli acquisti di prime , che rappresentano comunque un’utilità familiare. Gli acquisti di prime sono scesi nel primo semestre del 2012 a quota 3.970 (meno 17,2% rispetto ai 4.789 dello stesso periodo del 2011), quelli di seconde a quota 1.027 (meno 34,9%). Tornando ai mutui, da notare anche che si è praticamente fermata la richiesta di surroga dell’ipoteca (già in calo del 23% a quota 1.161 nel 2011), l’operazione ha perso la sua funzione e potrà recuperarla solo se si presentasse una significativa riduzione degli spread.

Stefano Ravaschio – Il Corriere della Sera –