Roncobello – Sta tornando alla luce un’opera storica che da secoli giaceva nascosta nella vegetazione che, indisturbata, è cresciuta sulla collina posta in località Forcella di , frazione di . Pochi resti e poche tracce lasciavano presagire ciò che sarebbe stato rinvenuto. Un castello di epoca bassomedievale: è questa la scoperta che i ricercatori storici Gabriele Medolago e Francesco Macario, nel corso della loro ricerca sulla storia di , hanno fatto qualche anno fa, spinti dal nome «Castello» con cui viene chiamata la zona in cui si è svolto il ritrovamento.

Secondo lo storico Medolago questa zona potrebbe essere stata abitata già dalla preistoria o dalla protostoria, mentre divenne fortificata in epoca medievale; già prima del XV secolo, epoca in cui il luogo recintato da mura subì smilitarizzazione, il castello dimostra due fasi di differenti costruzioni che si sono succedute nel tempo. L’edificazione di un castello è ancor meglio giustificabile se si pensa che ai piedi della collinetta sulla quale esso è nato, transitava (e transita tuttora) un’antica (detta la «Càalera») che collega Lenna e Bordogna a Fonda e lungo la stessa, sempre in località Forcella, sorge una chiesa dedicata a . «Il castello rinvenuto – spiega Medolago – è un sito dalle singolari peculiarità, infatti sono molto rari gli insediamenti montani di quel periodo aventi tali dimensioni e sono ancor meno comuni quelli che non hanno subito significative trasformazioni ed impieghi dal XV secolo a oggi. Proprio il secolare abbandono ha permesso che il sito, frequentato solo per il recupero delle pietre, la , il taglio della legna e la raccolta delle castagne, arrivasse sino a noi abbastanza conservato e facilmente scavabile». I primi documenti che testimoniano l’edificazione della fortezza recano l’anno 1436: in essi si specifica che il fortino fu di proprietà della famiglia Fonda Bordogna e più precisamente di ser Lorenzo detto il Triaca, capo dei ghibellini dell’Oltre Goggia e Torri e cunicoli vivente tra il XIV e il XV secolo. Numerosi sono gli aspetti curiosi che tutt’oggi ricoprono queste rovine di un alone di mistero.

È stata rinvenuta una probabile cisterna profonda quasi due metri scavata nella roccia sottostante attraverso la quale si accede a un pozzo verticale. Questo cunicolo è stato nel tempo oggetto di leggende e misteri: si pensava infatti che esso conducesse verticalmente a un’antica torre, di cui la frazione Bordogna custodisce i resti. Ancora visibili sono anche le rovine delle due torri del castello che dall’alto dominavano la Val Fondra e la Val Secca, aprendo la visuale a est. Una di esse sovrastava anche l’ingresso alla fortezza. «La fase più recente del castello – continua Medolago – tuttora ben conservata ed inquadrabile cronologicamente in età bassomedioevale, consiste in un sito a pianta pentagonale asimmetrica caratterizzato da una spessa cortina difensiva con due grosse torri a nord-est e sud-est. Altre murature indicano l’esistenza di strutture occupanti l’area interna. La cortina, larga dai 4 ai 5 metri, venne realizzata mediante la tecnica del terrapieno con facce esterne in pietre e riempimento interno con terra compattata e pietrame sciolto».

Michela – L’Eco di

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