Valle – Sempre più in alto, alla ricerca di un po’ di fresco. Anche se in questi giorni l’afa non sembra risparmiare neppure i paesi a quote medio-alte. Domenica pomeriggio, a San Giovanni Bianco, si sono toccati i 34 gradi, Carona, a quota 1.100 metri, in riva al lago, i 33 gradi (così almeno segnava il termometro della via principale). Ma, pazienza, per qualche milanese – così si sentiva dire – è comunque un sollievo rispetto ai 35 o ai 40 percepiti della metropoli. E allora tutti in coda per l’assalto all’alta Valle Brembana: con file chilometriche il sabato mattina, da Villa d’Almè e dal viadotto di Sedrina fino a , ma anche da a salire. E, poi, di nuovo tutti in giù, la domenica pomeriggio. Un turismo «mordi e fuggi», limitato al weekend di riposo lavorativo, proprio alla ricerca di un po’ di refrigerio dall’afa cittadina.

Bloccati sul viadotto di Sedrina
Risultato: naturalmente contenti, , «spiagge» in riva al Brembo, ristoranti e bar affollati. Dall’altra parte la viabilità brembana letteralmente in tilt, il sabato mattina e la domenica pomeriggio. Un disastro per chi, residente, doveva muoversi. All’andata, come segnalano anche alcuni automobilisti, era necessario più di un’ora solo per percorrere il viadotto di Sedrina (dove non è possibile inversione di marcia e le code partivano da Villa d’Almè), poi magari mezz’ora per attraversare Zogno, con i rallentamenti dovuti alle uscite laterali e al rondò nei pressi del ponte per . E la strada alternativa di , seppure vietata ai non residenti, comunque attraversata da decine di automobilisti. Iniziano così i due giorni di affollamento della valle (perché, il resto della settimana, al contrario – dicono gli operatori – sembra persistere la «magra»). Tutti più in alto alla ricerca del fresco. E allora partiamo dal paese più in quota: Foppolo, 1.600 metri.

«L’affluenza è stata buona – dicono dalla sede operativa di Brembosuperski, che gestisce gli impianti di risalita –. Tanti hanno anche utilizzato le per salire verso i 2.000 metri del Montebello. Anche perché, pure qui in paese, la colonnina di mercurio ha toccato i 25 gradi». Scendiamo a Carona. «C’è stato un gran movimento – dicono dall’agenzia Carona vacanze – e le rive del lago erano affollate. Tanti salgono anche solo la domenica, alla ricerca di un po’ di fresco. Seppure, anche qui, si siano superati i 30 gradi». «La gente c’era – aggiunge Gaetano Bonetti dell’ufficio turistico di Piazzatorre – e un po’ tutti gli operatori commerciali, bar e ristoranti, hanno lavorato bene. Oggi, però, le presenze si sono dimezzate. Segno che si sale solo per il fine settimana». «Abbiamo anche parecchie richieste di affitti in appartamento – spiega Alessia Masaracchia, dell’ufficio Iat di San Pellegrino –. E molti, probabilmente, visto il gran caldo, hanno anticipato il soggiorno in valle».

La ciclovia come «anticoda»
Stesso trend in Valle Serina. «Durante la settimana non c’è un gran movimento – dicono dalla Pro loco –. Le seconde case sono aperte, ma si fermano soprattutto nonni e nipoti. Nel weekend, invece, salgono anche i genitori, per cercare un po’ di sollievo al gran caldo». Poi tutti di nuovo a valle, con le code lungo la provinciale, a Bracca, all’innesto sull’ex strada statale, ad Ambria di Zogno.

Un rientro, quello di domenica scorsa, da bollino rosso. Con incolonnamenti iniziati nel pomeriggio e conclusisi verso mezzanotte. Tanto che, qualcuno, sapendo dell’inevitabile coda si è organizzato: lasciando l’auto al piazzale del mercato di Zogno e risalendo la valle con la bicicletta verso la seconda casa, utilizzando la ciclovia. Per evitare proprio la coda del rientro in serata. E a complicare la situazione, domenica, ci si sono messe le due gallerie di San Pellegrino, chiuse (è almeno la terza volta dall’inizio di giugno) per l’eccesso di polveri rilevate dai sensori. Troppi i fumi anche per gli otto ventilatori posti all’inizio della galleria sud, vicino a Ruspino. Buona parte del traffico, così, si è riversato nel centro cittadino (almeno fino alle 23,30, «come non succedeva da anni», dicono da un albergo della cittadina termale).

Qualcuno, invece, noncurante del rosso all’inizio della galleria, ha comunque utilizzato la variante per scendere verso Zogno. Lo stop al passaggio nei tunnel, infatti, scatta automaticamente sul display quando i sensori rilevano un limite di polveri troppo alto. Ma a deviare il traffico non ci sono vigili o . Sta solo all’automobilista decidere se continuare comunque in galleria.

La via alternativa di
Di fronte alla coda ferma molti hanno preferito percorrere 30 chilometri in più per aggirare l’ostacolo: centinaia di automobilisti, da San Giovanni Bianco hanno raggiunto Taleggio, Gerosa e per poi scendere di nuovo a Zogno. Dopo circa un’ora di percorso. E, considerato il previsto perdurare del caldo torrido, sabato e domenica probabilmente, in Val Brembana, sarà un’altro weekend da bollino rosso.

Giovanni Ghisalberti