San Giovanni Bianco – Dimissioni. I consiglieri di maggioranza e il sindaco Gerardo Pozzi hanno abbandonato. Il governo del Comune di sarà affidato a un commissariato prefettizio fino a nuove elezioni, probabilmente tra un anno. Alla fine la Giunta di Pozzi ha dovuto cedere, pressata dalla crisi economica delle casse comunali e dalle difficoltà di amministrare e portare fuori il paese da una pesante situazione di indebitamento. Hanno rassegnato le dimissioni, oltre al sindaco, il vice Oscar Mostachetti e i consiglieri Giovanni (assessore provinciale alla Cultura), Mariateresa , Francesco Paninforni, Riccardo Salvetti, , Roberto Giupponi e Iuri Milesi. Proprio quest’ultimo entrato in Consiglio il 13 aprile scorso era finito al centro di una polemica per alcune foto con simboli fascisti comparse sul suo profilo di Facebook. La crisi però parte probabilmente da lontano, già prima della Giunta Pozzi.

Opere e servizi garantiti»
«L’abbandono, a soli due anni dall’inizio del mandato – spiegano consiglieri e sindaco in un comunicato – trova le sue motivazioni nell’oggettiva difficoltà, nonostante le misure correttive da subito attuate, di continuare a sostenere la situazione economica dell’ente con i mezzi ordinari, mentre il conseguente intervento diretto del governo porta a confidare in mezzi straordinari ritenuti indispensabili in questa fase». La maggioranza ricorda poi come, in questi due anni, sono state contenute le spese, si sono tagliati i costi di gestione e, sempre per cercare di risolvere i passivi di bilancio, si è deciso di mettere in vendita le proprietà comunali. «Tuttavia il perdurare della crisi economica e immobiliare porta a considerare improbabile la soluzione in tempi brevi e ragionevoli attraverso l’alienazione del patrimonio del Comune – prosegue il comunicato –. Per le circostanze citate abbiamo scelto di non svendere proprietà comunali né togliere i servizi che il Comune continua a offrire. Abbiamo, invece, valutato opportuno fermarci. Disapproviamo il comportamento di alcuni concittadini che, approfittando della disponibilità dei media, non hanno esitato ad attaccare oltre misura questa maggioranza e a gettare fango sul nostro paese».

«È doveroso rammentare che le uscite del Comune, negli ultimi anni – prosegue il gruppo leghista – si sono concretizzate in investimenti per garantire alla popolazione una migliore vivibilità». E il gruppo ricorda gli interventi eseguiti negli ultimi anni di amministrazione leghista: il nuovo municipio, la sistemazione delle scuole e delle strade, servizi alle frazioni, apertura di due musei, potenziamento dell’acquedotto. «In tutto ciò – concludono – è intervenuta la vicenda della frana accaduta durante i lavori per la realizzazione dell’elisuperficie a servizio dell’ospedale, compromettendo seriamente le di bilancio. Il Comune si è fatto carico dei costi della gestione dell’emergenza e della messa in dell’area nonché del monitoraggio. Assordante il silenzio dell’ente proprietario dell’area e committente dei lavori (la Comunità montana, ndr), pur con la recente apprezzabile disponibilità a trovare una soluzione al problema. Il Comune è in attesa di vedere risarciti gli ingenti danni economici subiti. Siamo orgogliosi del lavoro fatto in questi anni per la vivibilità del nostro paese. Non può essere un presunto disordine contabile a gettare ombre sul lavoro fatto da tante ».

Ma Sergio Sonzogni, della lista di minoranza «Per San Giovanni» ribatte in un comunicato: «Le dimissioni non sono conseguenza dell’ultimo episodio ma dei seri problemi ed errori in materia economica dell’amministrazione leghista. La grave situazione del nostro Comune non è il frutto di “un presunto disordine contabile” e nemmeno della crisi economica».

«Ci sono situazioni oscure»
«Il dissesto è il risultato di scelte sbagliate, di soldi sprecati e di situazioni ancora oggi oscure – continua Sonzogni –. Avevamo chiesto le dimissioni da tempo, dato che il commissario può fare di più rispetto a un sindaco che non manca occasione per ripetere “non lo sapevo, non è colpa mia”, insomma non ha il coraggio di guardare in faccia la realtà e ammettere gli errori suoi e dei suoi amici di squadra. Non nascondiamo la soddisfazione per tale risultato che è il frutto di due anni di lavoro del nostro gruppo di minoranza. L’informazione, anche a mezzo stampa, è stata gestita con correttezza e trasparenza, alla luce della documentazione acquisita. Ora aspettiamo le conclusione a cui perverranno le competenti sedi in ordine agli accertamenti di responsabilità».

«Le dimissioni erano ormai inevitabili – aggiunge Tiziana Bonaiti del gruppo di minoranza “Insieme” – ma era meglio se fossero state date prima. Quest’anno di attesa e agonia non è servito a nulla: del milione e 774 mila euro di passivo del 2008 si sono recuperati solo 27 mila euro. E i conti del 2009 e del 2010 sembrano non essere migliori. La Corte dei conti dovrà dire di chi sono le responsabilità di questa situazione. Chiamarsi sempre fuori dopo aver governato per dieci anni mi sembra eccessivo. Certe emergenze, come la frana di , forse andavano meglio gestite».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di