ciclabile22La provincia orobica si porta a casa 246.674 euro per acquistare le due ruote con lo sconto. 293 le biciclette richieste dai residenti in città. Lo “sconto”per chi ha inoltrato la domanda, sarà pari a un terzo del prezzo di listino. Agli italiani piacciono le due ruote, soprattutto se sono scontate. Ei bergamaschi non fanno eccezione: anche città e provincia, come il resto del paese, hanno dato l’assalto agli incentivi promossi dal Ministero dell’Ambiente per l’acquisto di bici e biciclette a pedalata assistita. Sono bastati quattro giorni infatti a prosciugare i 7 milioni e 700mila euro stanziati a livello nazionale. La provincia orobica si porta a casa esattamente 246.674,49 euro, che serviranno ad acquistare ben 1.832 biciclette per un valore complessivo di 740.975,29 euro: lo “sconto” quindi, per chi ha inoltrato la domanda, sarà pari a un terzo del prezzo di listino. In netta minoranza i pendolari a due ruote che hanno scelto la pedalata assistita: solo 97 in tutta la provincia.

A fare la parte del leone è naturalmente la città: il capoluogo ha infatti ricevuto incentivi per 293 biciclette “tradizionali ” (che costeranno ai cittadini 96.500 euro) e per 24 mezzi a pedalata assistita (per una spesa di 18.500 euro). Una buona idea, secondo Davide Paolillo di : «Si potrebbe aprire una lunga discussione su come governo e Regione utilizzano gli incentivi, ma una che inviti la gente ad acquistare biciclette è sicuramente una bella cosa, ma non basta. Bisogna poi permettere loro di usarle in . Altrimenti le nuove bici acquistate rischiano di restare in garage».

Paolillo riapre la polemica che ha tenuto banco in campagna elettorale, e che ha per oggetto le piste ciclabili e in particolare quelle di via Giulio Cesare e di via Papa : «L’assessore Ceci ha subito detto chiaro quali sonole intenzioni di questa amministrazione in merito alla ciclabilità, proponendo di eliminare le piste ciclopedonabili. Sono pericolose, dicono. Lo dimostrino allora, perché a me non risultano gravi incidenti sulle piste miste, mentre sulle strade della città i pedoni continuano purtroppo a morire. Se le piste “m i st e ”
non vanno bene, bisogna proporre delle alternative: le amministrazioni serie che credono nella bicicome “opzione” valida del traffico urbano redigono un “Pianodellaciclabilità”».

Mara Mologni – DNEWS