San Pellegrino Terme – Più sorrisi. Magari anche qualche fiore in più o un po’ più di lingua inglese. Insomma, migliorare l’accoglienza. Che non vuol dire investire grandi quantità di denaro. Pena, vedersi sfuggire sotto il naso i futuri pendolari delle nuove terme di San . Magari verso o l’hinterland, che dispongono di strutture ricettive di lusso e servizi a quattro stelle, rispetto alla valle. Se ne è parlato l’altra sera, all’hotel Bigio di San Pellegrino, in un incontro organizzato dal Comune, tra Ascom, Confesercenti, gruppo Percassi, gruppo Qc terme (i futuri gestori) e operatori turistici e commercianti della Valle . Si guarda ad agosto-settembre 2014, ormai meno di un anno, quando le nuove terme dovrebbero essere aperte.

E l’invito-auspicio rivolto agli albergatori e ai negozianti – una settantina i presenti – è di non farsi trovare impreparati. Le previsioni del gruppo gestore Quadrio Curzio (già presente a Bormio, Prè Saint Didier, Milano, Torino e con progetti a Roma, Chamonix e New York) sono di 450-500 presenze giornaliere, circa 150 mila l’anno. Il centro termale sarà aperto 365 giorni l’anno con tariffa unica d’ingresso. «Il cliente delle terme, come accade in Val d’Aosta dove c’era una situazione simile – ha detto Saverio Quadrio Curzio–, sarà soprattutto un pendolare non un turista. Sarà una persona che arriva in giornata e torna a casa la sera. L’obiettivo è fare in modo che il cliente, se non negli , si fermi in valle almeno in giornata. Trascorrendo qualche ora tra negozi e ristoranti ». «Perciò – ha aggiunto il direttore del gruppo Qc Francesco Varni – occorre migliorare le strutture ricettive e commerciali. E non servono grossi investimenti, a volte basta migliorare l’accoglienza e la preparazione del personale». «Il nome di San Pellegrino – ha detto Quadrio Curzio – è uno dei brand più noti al mondo e l’aspettativa del turista è alta. Ma oggi verrebbe deluso. Con le terme e migliorando appunto l’accoglienza si può pareggiare aspettativa e riscontro finale sul posto».

L’invito a incrementare la qualità della ricettività e dell’accoglienza è arrivato anche da Roberto Ghidotti di Ascom e da Filippo Caselli di Confesercenti. «D’ora in poi in cambierà tutto – ha detto Ghidotti e gli imprenditori dovranno guardare alla propria attività con occhi diversi. Una novità a cui bisogna credere senza che gli eventi ci passino sopra». L’invito agli operatori è stato quello di fare , di condividere obiettivi e strategie andando a vedere come le attività commerciali in realtà simili a San Pellegrino si siano trasformate con l’arrivo di un centro termale. E creando un gruppo di lavoro pronto a mettersi in gioco. Qualche perplessità è arrivata dal pubblico. «Avevo già investito nel negozio nel 2008 credendo agli annunci fatti allora delle nuove terme – ha detto un commerciante.

Cauto il sindaco di Aviatico Michele Villarboito, già primo cittadino di Serina: «Le terme rappresenteranno un valore aggiunto per il turismo della valle ma è difficile chiedere agli operatori investimenti in questa fase». Da Giorgio Zilli, titolare dell’albergo Papa di San Pellegrino, l’invito a coinvolgere nella programmazione anche Comuni e Comunità montana e a rivedere l’attuale posizione dell’ufficio turistico vallare, posizionato a . Dal presidente della Pro loco di Branzi Roberto Arizzi, invece, l’auspicio per un maggiore utilizzo delle seconde case. Infine Gianluca Spinelli del gruppo Percassi, che ha confermato la previsione di apertura delle terme «per agosto-settembre del prossimo anno e l’auspicio per il centro commerciale entro il 2015». Anche lui ha sottolineato quanto sarà fondamentale per gli operatori il potenziamento qualitativo: «L’apertura della variante di sarà un’occasione ma anche un rischio ha detto –. In pochi minuti da San Pellegrino si arriverà a Bergamo e ciò consentirà ai futuri clienti delle terme di poter
soggiornare negli alberghi della città, oggi di livello maggiore rispetto all’offerta della valle».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo