PASSO SAN MARCO – Sono arrivati in migliaia, dalla Valtellina e dalla Valle Brembana, ma pure dalla Val di Non. È stato affollato come sempre il tradizionale incontro estivo degli alpini al Passo di San Marco. Le penne nere hanno marciato in due cortei – particolarmente folto quello bergamasco – sui due versanti della montagna, incontrandosi poi al culmine del passo, dove si sono scambiati il saluto raggruppandosi attorno agli oltre cento gagliardetti di altrettanti gruppi, e ai labari sezionali.

Ad applaudire l’incontro c’era una vera folla, che ha partecipato intensamente alla cerimonia della fratellanza alpina di «ricordo dei morti per l’aiuto ai vivi», come dice Nardo Caprioli, amatissimo past president dell’ che volle arricchire le commemorazioni delle penne nere defunte con azioni di supporto al bisogno. Dell’organizzazione, molto efficiente, sono stati incaricati come sempre i gruppi di Albaredo e (il secondo opera in concorso con tutti i gruppi altobrembani), con il coordinamento dei capigruppo Nevio Ravelli e Bruno Paternoster. Una macchina ben funzionante, che ha permesso tra l’altro di mantenere il regolare transito turistico senza interruzioni, grazie alla collaborazione dei carabinieri della stazione di Piazza Brembana, dei carabinieri in congedo della Valle Brembana e degli agenti della Forestale dell’alta Valle Brembana.

Dopo la sfilata ritmata dall’esecuzione del «Trentatré», suonato dalla banda di Santa Brigida, alfieri e autorità – presenti numerosissimi sindaci con fascia tricolore – hanno attorniato l’altare. Qui c’è stata la cerimonia dell’alzabandiera, prima dei discorsi brevi ma ricchi di significato alpino. Sono intervenuti i capigruppo Paternoster e Ravelli, i sindaci Angelo Cassi di Averara ed Antonella Furbini di Albaredo, gli assessori provinciali Giovanni Milesi di Bergamo e Patrizio Del Nero di Sondrio, i vicepresidenti Dario Bormolini della sezione di Sondrio e Giorgio Sonzogni della sezione di Bergamo.

Non sono mancati il ricordo della recente Adunata nazionale e il saluto agli alpini e ai militari italiani attualmente impegnati nelle missioni di pace, prima di procedere allo scambio dei Crest tra i due gruppi di Albaredo ed Averara. Un lungo e caloroso applauso ha sottolineato la consegna di un ricordo ai reduci Fortunato Lazzaroni ed Antonio Calvi del gruppo di Averara e Livio Azioni del gruppo di Albaredo. Poi la Messa del suffragio, concelebrata da padre Stefano Dubini, cappellano della sezione Ana di Bergamo, monsignor Gabriele Comani, don Gino Cortesi e don Sergio Carrara.

A concludere la manifestazione il canto «Signore delle cime», tanto caro alle penne nere, e la recita della Preghiera dell’alpino. E un arrivederci al prossimo anno ai partecipanti alla manifestazione, che è stata gratificata anche da un meteo favorevole, con qualche folata di vento che ha mantenuto limpida l’atmosfera. Gli alpini se lo meritavano proprio.

L’Eco di Bergamo

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