Scivola sulla e precipita per 70 metri. Stava scendendo a valle, è finito nel dirupo: il corpo è stato trovato sul greto del torrente. Uno sci al margine del e l’altro giù, al principio del dirupo. Quando gli alpinisti si sono imbattuti negli attrezzi, il sospetto li ha raggelati, anche perchè l’amico che si trovava in testa al gruppo non si vedeva. È partito l’allarme, ed è arrivata la tragica conferma. Giancarlo Agazzi, 69 anni di si trovava sul greto del torrente della Valle . Morto sul colpo.

Il gruppo di scialpinisti stava scendendo dal , percorrendo il sentiero che porta a . La decisione di lasciare il rifugio era motivata dalla troppa neve: in queste condizioni non era possibile continuare con l’organizzazione del trofeo , la competizione di scialpinismo che si ripete dal 1936. Giancarlo Agazzi, che a novembre avrebbe compiuto 70 anni, era parte attiva dell’organizzazione. Iscritto da 40 anni al Cai di Bergamo, offriva ogni anno la sua disponibilità e la sua preparazione per mettere tutto a punto. Il trofeo , che prende il nome di un alpinista molto negli anni Trenta, doveva prendere avvio domani, ma il manto di neve che ha imbiancato la Valle Brembana ha reso il percorso pericoloso, tanto da portare gli organizzatori a rimandare l’appuntamento.

Agazzi, trasportatore in pensione, stava scendendo a valle e precedeva il gruppo di appassionati di montagna che erano con lui. La tragedia si è verificata tra e Pagliari, a poche decine di metri delle note cascate. Secondo la ricostruzione dei carabinieri di , intervenuti per gli accertamenti del caso, l’uomo non indossava gli sci, ma li portava in spalla. Superate le cascate, avrebbe messo il piede sinistro nella neve fresca, perdendo l’equilibrio e cadendo nel dirupo. Dopo una caduta di 70 metri, tra rovi, alberi e rocce, avrebbe fatto un volo di altri 40 metri nel vuoto. La caduta sarebbe terminata sul letto del torrente. Un colpo fatale, che non ha lasciato scampo all’esperto alpinista.

Pochi minuti dopo la caduta, sono arrivati i compagni che erano con lui che hanno trovato gli sci e chiamato i soccorsi. È stato necessario l’intervento dell’elicottero del 118 per raggiungere il punto in cui giaceva il corpo, oramai senza vita di Giancarlo Agazzi. La salma è stata recuperata anche grazie all’aiuto del soccorso alpino. È stata composta alla camera mortuaria del cimitero di Carona. Ora la moglie, i due figlie e tutto il mondo dello scialpinismo piange la morte di un amico e di uno stimato sportivo. Pinto e ricordato da tutti per il suo impegno, per aver avvicinato i giovani e aver fatto conoscere loro la montagna.

Organizzava il Trofeo Parravicini
Giancarlo Agazzi, 69 anni di Bergamo, si trovava al rifugio Calvi per organizzare il trofeo Parravicini, la competizione di scialpinismo che avrebbe dovuto iniziare domani. L’appuntamento era stato posticipato a causa della troppa neve che rendeva la gara pericolosa. Il gruppo stava dunque scendendo a valle. Giancarlo Agazzi sarebbe tornato nella sua abitazione di via Moroni a Bergamo.

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