san-simone-lemma-tartano5Una proposta di turismo escursionistico-culturale. Tra alte più di tremila metri , la “guerra bianca” degli in Lombardia si dispiegò sull’Adamello e lo Stelvio a difesa delle due valli di confine,Val Camonica e Valtellina. Sul fronte più occidentale, la difesa italiana si articolava lungo la Linea Cadorna (70 km di trincee, 88 postazioni di artiglieria, 25mila mq di bunker, 300 km di strade e 400 km di mulattiere), con un sistema di trinceramenti e fortificazioni che seguiva il confine italo-svizzero. La Linea Cadorna, anche se non fu luogo di conflitti, è un territorio ricco di testimonianze con chilometri di camminamenti e trincee.

La Brembana, anche per celebrare il 90°anniversario della fine della Grande guerra negli ultimi anni ha progettato il recupero, la tutela e la valorizzazione di questo patrimonio storico, al fine di salvaguardare questi ambienti favorendo le ricadute socio-economiche dal punto di vista turistico che il ripristino di questi luoghi può favorire sul territorio della Brembana.

Dal punto di vista storico va ricordato che nel corso della guerra al fronte lombardo fu assegnato un ruolo marginale a causa dell’asprezza del terreno che, posto per lo più a media ed alta quota ,non dava la possibilità di muovere grandi masse di soldati, come era invece previsto dalla dottrina bellica dell’epoca . Ciò nonostante questo territorio e la gente che lo abitava furono profondamente segnati dalla guerra:le trincee ancora presenti rientrano a pieno titolo nel patrimonio culturale del territorio e meritano di essere conosciute, valorizzate e proposte al pubblico.

Come accennato sullo spartiacque delle Orobie venne predisposta una linea difensiva, la cosidetta Linea Cadorna (dal nome del generale Luigi Cadorna che decise di allestire una serie di fortificazioni sui passi orobici) nell’eventualità di uno sfondamento austriaco sui fronti del Tonale e dello Stelvio, o di un attacco a sorpresa attraverso la neutrale svizzera.

Le trincee furono realizzate dai battaglioni della Milizia Territoriale, in pratica soldati arruolati sul posto, aiutati da maestranze locali, mentre strade militari e opere in caverna erano state affidate ad imprese civili. Si trattava di una lunga linea che dal Varesotto attraversava la Valtellina per chiudersi al campo trincerato del Mortirolo nel bresciano. La temuta apertura di questo fronte non avvenne mai e le nove divisioni che presidiavano la Linea Cadorna vennero progressivamente inviate verso il fronte sul fiume Piave. Molte delle opere militari , che formavano una linea fortificata in corrispondenza dei valichi più facilmente attaccabili sono ancora oggi ben visibili.

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Tra i progetti dell’assessorato al turismo della Comunità Montana perseguiti negli ultimi anni rientra l’impegno a conservare e valorizzare le testimonianze della storia, della vita e della cultura umana nell’ambiente montano e l’interesse si è concentrato sul progetto del recupero delle Grotte delle Meraviglie a Zogno in collaborazione con il Comune di Zogno, sulla valorizzazione di numerosi siti ambientali quali il laghetto di Algua, il Lago del Bernigolo, la zona umida di Valtorta, il Sentiero dei Fiori a Oltre il Colle, il Sentiero delle Orobie, il recupero delle vie storiche quali la Via Mercatorum, la via Priula, la via del Ferro e la Strada Taverna oltre alla valorizzazione dei Musei. Molti interventi sul territorio sono stati accurati e mirati grazie anche alla collaborazione progettuale del . Oltre a queste iniziative nel contempo si è pensato al recupero di quelle che rappresentano una sorta di museo a cielo aperto: i resti della trincee al passo Dordona in Comune di Foppolo, le postazioni ai Passi di Lemma e Tartano in Comune di e le fortificazioni e le trincee ai passi di Verrobbio e Cà San Marco in Comune di Mezzoldo.

Sul passo Dordona si trovano le fortificazioni meglio conservate, proprio in al passo a 2.136 metri . Si possono osservare alcune grotte artificiali, una doppia linea di trincee sovrapposte, rinforzate con robusti muri a secco in pietra e un vero e proprio bunker scavato nella roccia, con due ingressi laterali e una uscita verso nord , cioè verso il nemico, protetta da un robusto muretto semicircolare. Gli interventi della Comunità Montana, grazie all’ottimo lavoro fatto in economia dagli operai della stessa Comunità, ai quali va un personale plauso soprattutto per le condizioni di disagio con cui hanno lavorato si sono completati con la realizzazione e posa di pannelli indicativi e riassuntivi della storia di ogni singola realtà. Conclusi questi primi interventi la Comunità montana ha inteso proseguire nel recupero di tali strutture, concentrandosi quest’anno nella zona del dove si evidenzia la presenza di numerose trincee e della strada militare di collegamento con il fondo valle. Molto importante è la valorizzazione di questa realtà sia sotto il profilo storico culturale, come già sottolineato, sia turistico, considerato che la zona interessata, è una meta sia degli escursionisti che percorrono il Sentiero delle Orobie, sia dei numerosi turisti che salgono al passo e fanno visita ai nostri rifugi.

I Comuni interessati dall’intervento sono Mezzoldo e Averara:le trincee sono localizzate esattamente sul Passo San Marco lungo la linea di confine tra la Valle Brembana e la Valtellina . La strada militare è ancora bene evidente per circa 300 metri dal Passo fino a scendere e raggiungere la casa cantoniera. Il progetto prevede il recupero del selciato e di quei tratti in erosione e degradati , mentre per la trincee sono previsti interventi di recupero e pulizia per permettere la fruizione in . La conservazione di questo patrimonio storico è anche un monito e un richiamo tangibile ai valori di unità e pace in Italia e in Europa per le nuove generazioni. Laddove ci sono le trincee e le strade militari oggi si va in bicicletta o ci sono gli itinerari di trekking:è un’occasione per riscoprire il territorio montano in chiave culturale e turistica proponendo un uso intelligente del paesaggio.

Silvano Gherardi – tratto dall’Annuario C.A.I. Alta Valle Brembana