Amministratore dal 1960 e sindaco per 48 anni. «E non ho mai preso una lira e un euro. Togliendo il mio Comune lo Stato non risparmierà nulla, anzi dovrà spendere di più». Piero , primo cittadino di Valtorta non si rassegna alla prevista mannaia del governo sulle piccole municipalità. Il suo è uno dei 57 Consigli comunali a rischio accorpamento. «La Giunta e i consiglieri non prendono nulla – prosegue –. Questa legge è vergognosa: soprattutto se pensiamo che dopo due anni di mandato i parlamentari si assicurano la pensione». «Il nostro paese è ampio 3.300 ettari, ha sette acquedotti, sette di illuminazione, sette frazioni – prosegue il sindaco di Valtorta –.

Voglio vedere come faranno a gestirli. Si vuol far morire il paese». «Se proprio si vuole unire i comuni – dice il sindaco di – quanto meno si tenga conto della vastità del territorio. , unito a Vedeseta e Gerosa, costituirebbe una municipalità di oltre 70 chilometri quadrati, difficilmente gestibile». Arrabbiato anche il sindaco del più piccolo comune orobico, , 79 anime allo scorso 31 dicembre. «Alla fine non potremo dire di no all’accorpamento – dice Dante Todeschini –. Le risorse a disposizione sono talmente misere che non possiamo fare più nulla e tutto si basa sul volontariato». E anche i pochi dipendenti spesso sono a scavalco con altre amministrazioni.
Il sindaco di Blello, però, non vede così negativa l’unione coi Comuni vicini (nel caso potrebbero essere Gerosa e ): «I miei abitanti stanno in mezzo condominio – dice –. Ma poi il Comune più grosso dovrà avere un’attenzione anche alle frazioni, altrimenti il territorio sarà abbandonato». «Va bene risparmiare – prosegue Todeschini – ma sarebbe importante che “dimagrissero” tutti, a iniziare dal Parlamento. Noi i sacrifici li facciamo già da tempo: io facendo l’operaio per il Comune e le mogli dei consiglieri a pulire il municipio». I pareri non cambiano nella vicina , a Brumano: «Negli ultimi anni la popolazione del mio paese è aumentata – dice il sindaco Giovanni Manzoni –. Con l’accorpamento, invece, guarderemo gli investimenti che verranno fatti nel fondovalle e basta. Questo non è certo federalismo. I tagli si dovevano fare dal Palazzo, non qui. Un’auto blu dei ministri costa molto di più del bilancio del mio Comune».

Pone l’attenzione sulla funzione di presidio territoriale dei Comuni il sindaco di Oltressenda Alta Michele Vanoncini: «L’aggregazione forse funzionerà con i Comuni vicini – dice – ma unire un Comune in alla con uno in fondo non va bene. Il nostro territorio è troppo vasto. L’accorpamento, alla fine, non porterà nessun vantaggio visto che in questi Comuni i costi sono ridotti al minimo». Parla di cittadini stanchi della politica il sindaco di , Stefano Ambrosioni: «La gente non ne vuole più sapere. Questa legge porterà allo sfacelo del tessuto sociale. Quello che prima era gratuito, grazie al volontariato, ora lo Stato dovrà pagarselo». «Giusto tagliare i costi inutili – dice il sindaco di Fonteno Alessandro Bigoni – ma le modalità mi lasciano molto scettico. Bastava unire i servizi come, peraltro, già previsto dalla legge».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di