San Pellegrino Terme – No alla prevista dépendance nel parco del di San . E un comitato, sorto contro il progetto, ha presentato ricorso al Tar di Brescia, insieme all’associazione Amici di San e a Legambiente. «L’iniziativa – spiega il presidente del comitato Giovanni Ghilardi – ha lo scopo di bloccare lo scempio paesaggistico e ambientale previsto dall’autorizzazione comunale per la costruzione nel parco del Grand Hotel di un albergo a forma di cubo ricoperto di legno di dimensioni pari a 18 mila metri cubi, alto 21 metri e con una sala congressi seminterrata di 8.000 metri cubi, giustificata come dépendance necessaria al recupero del Grand Hotel, di per sé non economicamente recuperabile secondo gli studi del gruppo immobiliare che fa capo a ».

«In una situazione in cui il progetto di rilancio di San Pellegrino non trova ancora alcun riscontro concreto dopo più di tre anni di stallo – continua il comunicato – ci sembra quanto meno inopportuno che l’amministrazione vada a consegnare in modo acritico in mano privata la programmazione e la gestione dell’area forse più pregiata del paese». Replica il vicesindaco di San Pellegrino Vittorio Milesi: «La realizzazione della dépendance potrà essere presa in considerazione soltanto dopo la costruzione del nuovo centro termale e a condizione che si recuperi il Grand Hotel. L’ipotesi di realizzare una dépendance non è, come è stato affermato, una forma di speculazione, ma un elemento indispensabile per rendere economicamente sostenibile la gestione del Grand Hotel nel quale sono ricavabili soltanto 100-110 camere e cioè un numero insufficiente rispetto agli standard richiesti dai grandi gruppi alberghieri. La richiesta di autorizzazione paesistica (non accompagnata dalla richiesta di permesso a costruire) rientrava esclusivamente nell’ambito del doveroso percorso di approfondimento della fattibilità dell’intervento».

«Il Prg in vigore, peraltro, senza che siano mai state sollevate obiezioni al riguardo – continua Milesi – prevedeva fin dal 1996 la “mutilazione” del parco del Grand Hotel consentendo la possibilità del raddoppio della palestra e negli anni più recenti la possibilità di realizzare, all’interno del parco, un ampliamento fino al 20% della volumetria del Grand Hotel. In questo senso vorremmo ricordare a chi parla di scempio del patrimonio ambientale e architettonico di San Pellegrino, non rendendosi evidentemente conto delle condizioni di degrado nel quale questo patrimonio è stato lasciato per decenni, che nell’ambito dell’operazione di rilancio sono stati eseguiti, in corso di esecuzione e di prossimo avvio una serie di interventi che si pongono proprio l’obiettivo del recupero di tale patrimonio».

L’Eco di

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