Piazzatorre – Una spruzzata di neve nella notte e poi la nebbia «alleggerita» dal chiarore di un pallido sole. È stato questo lo scenario in cui si è svolta la 40ª edizione della manifestazione in ricordo della ritirata degli alpini dal fronte russo di . Un’edizione significativa che cade nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, una coincidenza sottolineata in tutti i discorsi pronunciati dai rappresentanti delle istituzioni e dai rappresentanti dell’.

La «Giornata del ricordo» si è aperta con la deposizione di una corona d’allora alla lapide sul sagrato della chiesa parrocchiale con i nomi dei Caduti di Piazzatorre. La manifestazione – organizzata dal comitato costituito ad hoc e coordinato dal presidente Giovanni Curti e dal segretario Roberto Boffelli – ha visto nel pomeriggio la sfilata delle penne nere, precedute dalla fanfara alpina di Scanzorosciate, dalle scolaresche, dal gruppo dei gagliardetti (oltre trenta i gruppi rappresentati), dal gonfalone comunale e dal labaro della sezione Ana di Bergamo (presente il presidente Paolo Valoti).

C’era anche un folto gruppo di sindaci, amministratori e consiglieri sezionali e responsabili di zona Ana e le rappresentanze delle forze dell’ordine – il comandante della compagnia carabinieri di Filippo Bentivogli e il maresciallo Giovanni Martelengo comandante della stazione di – e per la Forestale il comandante della stazione di Bruno Paternoster. Presenti anche il consigliere regionale Giosuè Frosio, il presidente del centro sociale don Stefano Palla , Vito Milesi per il comitato di Bergamo della ed Enzo Salvini che nel 1969 era stato uno dei due promotori della manifestazione.

Il corteo ha raggiunto la piazza del municipio schierandosi davanti al monumento ai Caduti di tutte le guerre, dove è stata deposta una corona. Sono seguiti i discorsi del capogruppo di Piazzatorre Emilio Bianchi, del sindaco Michele Arioli, del presidente della della Valle Brembana , del consigliere regionale Frosio, del presidente sezionale Ana Antonio Sarti. In tutti gli interventi sono stati sottolineati i valori di patria, fratellanza, pace, impegno a «lavorare per i vivi per ricordare i morti».
«I nostri caduti di tutte le guerre ci hanno lasciato in eredità valori irrinunciabili – è stato affermato -, noi alpini dobbiamo essere impegnati a tenerli vivi». Prima della Messa del ricordo officiata dal generale alpino monsignor Gaetano Bonicelli sono state consegnate targhe di ricordo ai reduci di Nikolajewka e di altre guerre e ai piazzatorresi Michele Arioli, Pietro Giacomo Arioli e Rocco Bianchi. La manifestazione – nel corso della quale è stata ricordata Yara – si è conclusa con la premiazione degli atleti partecipanti alla gara di fondo svoltasi nella mattinata.

L’Eco di Bergamo

La gallery fotografica della sfilata degli Alpini a Piazzatorre – 27-02-2011