Il voto di maggio elimina 95 posti nei consigli e 59 nelle giunte. Una delle tante piccole limature al bilancio dello Stato si farà sentire dalle parti dei comuni con le elezioni in calendario per il 15 e il 16 maggio. I consigli e le giunte comunali che verranno elette con il prossimo voto amministrativo avranno meno componenti rispetto a quelli attualmente in carica. Lo prevede la manovra finanziaria del 2010, che per la prima volta avrà effetti sulle amministrazioni locali nel 2011, vista la proroga approvata prima del voto amministrativo dello scorso anno.

Se non interverrà una nuova sospensione, questa volta anche 36 sindaci bergamaschi dovranno fare i conti con numeri più ridotti nelle proprie amministrazioni. Tra i comuni orobici al voto a maggio ci sono centri più grandi, come , Caravaggio e Ponte San Pietro, e piccoli paesi, o piccolissimi come e Oltressenda Alta. Secondo le norme contenute nel testo della finanziaria complessivamente in si avrà una riduzione di 95 posti nei consigli comunali e 59 nelle giunte. I tagli alle poltrone sono proporzionati al numero di abitanti di paesi e città. Nei centri più grandi (tra 10 e 30mila residenti) i consiglieri scenderanno da 20 a 16 (-16 in totale in ), gli assessori da 7 a 4 (-12 i bergamaschi). Per i comuni con popolazione tra 3mila e 10mila abitanti si scende da 16 a 13 consiglieri e da 6 a 4 assessori: -45 posti nei consigli in , -30 nelle giunte. Nei centri più piccoli (meno di 3mila residenti) si passa da 12 a 10 consiglieri e da 4 a 3 assessori, con una riduzione per questa fascia in di 34 posti nei consigli e 17 nelle giunte.

Sulla base di questi dati e di questi parametri, che valgono in tutta Italia per tutti i comuni e anche per le Province che d’ora in avanti andranno al voto, il Governo ha definito conseguenti riduzioni di trasferimenti agli enti locali. Il calcolo è questo: avendo meno indennità da pagare ad assessori e consiglieri, i comuni e le province potranno cumulare risparmi.

Di conseguenza lo Stato trasferirà meno risorse agli enti locali. Complessivamente si tratta di una riduzione di fondi di 85 milioni di euro per i comuni, con un taglio medio di trasferimenti di 6,37 euro per abitante. Considerando che in i residenti nei centri che a maggio andranno al voto sono oltre 168mila, si può stimare che da Roma ai comuni della provincia di Bergamo arriveranno 1,136 milioni di euro in meno. Un risparmio secco per lo Stato, una perdita di risorse che dovrà essere valutata caso per caso per i comuni, visto che alcune amministrazioni già hanno spontaneamente limitato il numero di assessori o eliminato il pagamento di gettoni di presenza ai consiglieri.

Il Giornale di Bergamo