No della Regione al rilancio dell’ospedale di San Giovanni Bianco

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San Giovanni Bianco – Nonostante la richiesta di voto segreto, avanzata dal consigliere Pd bergamasco Mario Barboni per ottenere un voto massiccio a favore anche dalla maggiroanza, non è passata la mozione che chiedeva il rilancio del presidio ospedaliero di San Giovanni Bianco. Il Consiglio regionale ha infatti bocciato con 31 no contro 24 sì la mozione sottoscritta da diversi consiglieri regionali bergamaschi tra cui Barboni appunto e Jacopo Scandella del Pd e a prima firma Dario Violi del M5S.

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Poliambulatorio rinnovato a Zogno, inaugurazione con protesta

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Valle Brembana – Solo una passerella. I servizi sono rimasti uguali, carenti. Noi, all’inaugurazione, non ci saremo». È una presa di posizione in forte polemica con l’Azienda ospedaliera di Treviglio, quella di Marco Milesi, sindaco di San Giovanni Bianco, e di Vittorio Milesi, sindaco di San Pellegrino. Venerdì alle 11,30, in via Polli 2 a Zogno, l’Azienda trevigliese inaugurerà i rinnovati locali del poliambulatorio, dove, da febbraio-marzo, sono stati trasferiti anche i servizi di fisiatria, neuropsichiatria e riabilitazione, situati fino ad allora alla casa di riposo «Monsignor Speranza». Potenziata odontoiatria «I locali sono stati rinnovati – spiegano dall’Azienda – e, inoltre, il servizio di odontoiatria avrà 4,5 ore in più settimanali (oltre alle 28 attuali, ndr) e disporrà di nuova strumentazione, mentre i prelievi saranno ampliati di un quarto d’ora e la registrazione avverrà in modo informatizzato».

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San Giovanni Bianco: L’eliporto franato sotto le cause civili

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Frana di San Giovanni BiancoSan Giovanni Bianco – Finanziato nel 2003, iniziato nel 2006, fermato nel 2007 da una frana: l’eliporto dell’ospedale di San Giovanni Bianco è già costato più di un milione di euro e oggi è un’idea bloccata da cause civili e tentennamenti politici. L’ultimo è la marcia indietro della Comunità montana sul nuovo progetto, che avrebbe previsto la piazzola per gli elicotteri a Briolo, una frazione a qualche centinaia di metri dall’ospedale. C’è il rischio che, alle già tante richieste di risarcimento, si aggiunga quella della ditta cui vennero affidati i lavori nel 2006, la Cabrini di Albino, che vorrebbe proseguire il vecchio cantiere. Una diffida sufficiente a bloccare tutto un’altra volta.

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La valanga al Gemelli, aiuti con un treno speciale

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Valanga-Laghi-GemelliBranzi – Fu probabilmente uno dei primi, se non il primo intervento di soccorso alpino organizzato dal Cai. Avvenne in occasione di una valanga che il 7 dicembre del 1909 travolse un gruppo di alpinisti, quasi tutti soci del Cai, mentre salivano al passo Laghi Gemelli. Vi furono un morto e due feriti che furono costretti a restare un paio di giorni in rifugio prima di essere portati a valle. La notizia arrivò a Bergamo con notevole ritardo, ma subito vennero organizzati i soccorsi. Con la ferrovia di Valle Brembana partì un treno speciale: a bordo una squadra guidata dal presidente del sodalizio bergamasco, l’ing. Luigi Albani, con medici e personale della Croce Rossa; si aggiunsero anche un paio tra i più esperti «skiatori» orobici, oltre a una pattuglia di alpini intervenuta appositamente da Milano.

Forse anche per l’ampiezza dell’intervento e per la presenza nel gruppo di alcuni milanesi la notizia, oltre che da L’Eco di Bergamo, fu seguita con ampiezza di particolari dal Corriere della Sera e da altri quotidiani. La Domenica del Corriere e la Tribuna Illustrata, altro noto settimane dell’epoca, gli dedicarono le copertine.

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