Frana di San Giovanni BiancoSan Giovanni Bianco – Finanziato nel 2003, iniziato nel 2006, fermato nel 2007 da una frana: l’eliporto dell’ospedale di è già costato più di un milione di euro e oggi è un’idea bloccata da cause civili e tentennamenti politici. L’ultimo è la marcia indietro della sul nuovo progetto, che avrebbe previsto la piazzola per gli elicotteri a Briolo, una frazione a qualche centinaia di metri dall’ospedale. C’è il rischio che, alle già tante richieste di risarcimento, si aggiunga quella della ditta cui vennero affidati i lavori nel 2006, la Cabrini di Albino, che vorrebbe proseguire il vecchio cantiere. Una diffida sufficiente a bloccare tutto un’altra volta.

«Credo che finché i contenziosi legali in corso non saranno risolti, non si potrà procedere con un nuovo progetto». Sembra una sentenza, quella del presidente della Comunità montana della Val , . È lui che più di tutti frena sull’applicazione dell’accordo trovato con Comune e Azienda ospedaliera di (di cui la struttura di San Giovanni Bianco fa parte) nel 2013. Si sarebbero dovuti usare i 300 mila euro rimasti, dell’originario finanziamento ministeriale da 800 mila, per realizzare l’eliporto a Briolo. La scadenza per il progetto era fine 2013, ma non si è mosso nulla, così il sindaco di San Terme e consigliere provinciale, Vittorio Milesi, in questi giorni ha scritto al presidente della Comunità Montana. Mazzoleni nel frattempo però aveva già messo le mani avanti, convocando una conferenza di servizi per fine marzo e annunciando la frenata sul progetto del nuovo eliporto.

«Da un lato, avrebbe senso riprendere i lavori nell’area individuata in origine — dice Mazzoleni —, che è anche più vicina all’ospedale. Dall’altro, è molto difficile da far accettare una cosa del genere». Cause a parte, l’idea di tornare a costruire dove nel 2007 la franò spaventa tutti e richiederebbe comunque investimenti economici in sicurezza molto pesanti. Il Bianco, dopo lo smottamento, spese 800 mila euro tra opere per sistemare l’area e costi per l’evacuazione di 17 famiglie, ospitate in della zona (oggi tutte tornate nelle loro abitazioni). Ora l’amministrazione li rivuole indietro e partecipa alla causa civile milionaria che vede coinvolti a vario titolo anche Azienda ospedaliera, Comunità montana, appaltatore, residenti della zona, assicurazioni e vecchi amministratori pubblici. È in corso una consulenza tecnica d’ufficio (Ctu), cioè una perizia del tribunale che stabilirà responsabilità ed effettivi costi di quanto accaduto a San Giovanni Bianco, poi il giudice prenderà una decisione, rispetto alla quale saranno poi possibili ricorsi. In pratica, i tempi per la conclusione della vicenda giudiziaria non sono brevi, probabilmente si tratta di anni.

Attendere che si chiuda questo capitolo per realizzare l’eliporto significa abbandonare il progetto, per questo si era deciso di puntare sull’area di Briolo, dove già in emergenza gli elicotteri atterrano. «Per un ospedale come questo, l’eliporto è fondamentale — dice il sindaco di San Giovanni Bianco, Marco Milesi —. Non possiamo puntare ad avere qui tutte le specialità, perciò è necessario essere collegati alla rete ospedaliera con un mezzo rapido come l’elicottero per gestire al meglio le emergenze. La soluzione di Briolo, comunque vicina all’ospedale, sarebbe stata leggera anche dal punto di vista economico. Per questo ci sorprende che la Comunità montana si tiri indietro rispetto a un accordo raggiunto pochi mesi fa». È la stessa reazione del direttore generale dell’ospedale di Treviglio, Cesare Ercole: «C’è anche l’ok dell’Enac, il progetto è pronto. Credo che il problema sia proprio la ditta appaltatrice, ma spero sia superabile». Un decennio dopo l’arrivo del finanziamento statale, con il cantiere che non sembra poter ripartire, comincia a prendere forma una nuova paura: il governo — o magari la Corte dei conti — potrebbe richiedere indietro soldi mai utilizzati e, forse, anche quelli spesi per un’opera pensata in un luogo che si è dimostrato quanto meno sfortunato. «Ancora non è successo, — dice il sindaco di San Giovanni Bianco — ma con la spending review di questi tempi, l’ipotesi di perdere il finanziamento statale è un rischio serio».

Simone Bianco – Il Corriere della Sera

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