Entro il 25 aprile riasfaltata la provinciale 24 di Val Brembilla

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Ottima notizia per i residenti della Valle Brembilla: i lavori procedono spediti ed entro venerdì la riasfaltatura della Provinciale 24 dai Ponti di Sedrina a Brembilla sarà molto probabilmente completata. La riasfaltatura sancisce la fine dei lavori per il collettore fognario, ed è una ottima notizia anche per i villeggianti che raggiungono la Val Taleggio oltre che per i numerosi ciclisti (anche in vista della Gran Fondo Felice Gimondi) e motociclisti che frequentano in massa la provinciale durante il fine settimana.

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Acqua, il Comune di Blello sostituirà i contatori

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Sono rotti o inaccessibili e la tariffa, per ora, resta a forfait: quest’anno raddoppierà
Raddoppierà da quest’anno la tariffa per l’acqua potabile a Blello. Dai 34 euro che finora pagavano i cittadini del più piccolo Comune della Bergamasca, la quota annuale dovrebbe passare a 70 euro. Così spiega l’aumento il sindaco Dante Todeschini: Da alcuni anni i nostri abitanti pagano per l’acqua una quota forfettaria di 34 euro. Molti contatori, infatti, sono rotti, altri sono illeggibili o inaccessibili perché situati in edifici chiusi. Impossibile, quindi, procedere a una fatturazione in base al consumo effettivo di acqua da parte dell’utente. Così, da tempo, i residenti pagano una quota forfettaria, comunque bassissima anche per chi consuma pochissima acqua.

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Blello 91 abitanti È il paese più piccolo

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Strappa il primato a Piazzolo, salito a 93 residenti Sindaco senza stipendio: dobbiamo risparmiare. Blello Novantuno abitanti, un solo nato nell’anno che sta per finire, e – per risparmiare sui bilanci comunali – un municipio senza riscaldamento, un sindaco che rinuncia allo stipendio mensile di 1.200 euro e i consiglieri che puliscono strade e cimitero: è la fotografia di Blello che, a conclusione di questo 2007, è diventato il comune più piccolo (o meglio, meno abitato) della Bergamasca. Il testa a testa è con Piazzolo, che però conclude l’anno con ben 93 residenti.

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Blello, qui si vive bene lontano dalla città

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Blello Se la piccola Blello tiene ancora un po’ il passo con gli altri mini comuni della provincia lo deve alla famiglia di Enrico Locatelli, 32 anni, e Silvia Ghisalberti, 31: gli ultimi due bimbi nati in paese, Lorenzo il 17 maggio 2006 e Matteo lo scorso 4 ottobre, sono loro. Quest’anno gli abitanti sono 91, due in meno dello scorso fine anno, per via delle emigrazioni e di un decesso. Ma siamo sostanzialmente in linea con gli ultimi anni: nel 2004 e nel 2005 Blello contava 90 abitanti, mentre erano 98 nel 2000 e 104 al censimento del 1981. Più che la discesa demografica, al primato di Blello ha contribuito la crescita di Brumano che fino al 2000 contava meno di 90 abitanti e poi ha iniziato un piccolo boom fino a toccare quasi quota cento.

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Blello, salvati dalla pianta davanti al burrone

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Blello: auto finisce fuori strada in una scarpata Mamma con tre bambini recuperati: sono illesi. Blello Baciati dalla fortuna: Viviana Pagani e i suoi tre bimbi sono salvi, scampati all’incidente che li ha fatti finire con l’auto in una scarpata a un passo da un profondo burrone. Ieri mattina la mamma, al volante della propria Fiat Punto, è uscita di strada a Blello finendo in una scarpata: l’auto si è ribaltata rotolando per una decina di metri fino a fermarsi contro una pianta che ha evitato un salto fatale in un burrone profondo più di 200 metri.

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Una sagra per difendere lo Strachitunt

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Domani convegno e piatti tipici. Il sindaco: «Anche così contrastiamo le imitazioni»
Una sagra per difendere la tipicità dello Strachitunt Valtaleggio. Domani, a Pizzino di Taleggio, si tiene la terza festa dedicata al formaggio salito agli onori delle cronache da cinque anni, da quando lo chef Gianfranco Vissani, durante una visita al caseificio Arrigoni di Peghera, lo incoronò come «il più buono d’Italia». E gli organizzatori della festa hanno le idee chiare: l’obiettivo, anche con iniziative promozionali e popolari come la sagra, è quello di ottenere finalmente la «Denominazione di origine protetta» per cercare di difendere il prodotto dalle imitazioni. In prima linea, naturalmente, in questa «battaglia», il Consorzio di tutela dello Strachitunt presieduto da Alvaro Ravasio e poi i Comuni di Taleggio e Vedeseta.

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Ghelmo de la ‘al Imagna

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GhelmoCapita spessissimo che il mio parere non interessi a nessuno, per cui vi ringrazio di avermi dato la possibilità di esprimermi. Mi chiamo Ghelmo, vengo dalla Valle Imagna e sono un pastore. O per lo meno è quello che dovrei essere. Vorrei raccontarvi la mia esperienza perché ritengo che possa essere utile. Lo scorso luglio mi è capitato di soggiornare tra Berbenno e Blello, ed è stata un’esperienza allucinante. Rumore, auto, vacanzieri, sporcizia nei boschi. Per una settimana sono rimasto a girovagare attorno a una pozza d’acqua, con la fame che mi attanagliava lo stomaco, gente che mi prendeva a calci, macchine che andavano troppo forte e cercavano d’investirmi e persone indifferenti. Poi ho incontrato un’umana strana. Puzzava di gatto, di fumo, di altri cani e di ragù.

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La crisi del settimo anno

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Quando mi sono trasferita dalla polverosa provincia di Milano per approdare a Blello, i miei ormai ex amici hanno scommesso sul fatto che non avrei resistito più di un paio d’anni, poi, pentita, avrei buttato via le camicie di flanella per tornare a fare la “sciuretta” di città con i maglioni firmati e i tailleur. Puntualmente, ogni anno sono rimasti delusi. La vita a Blello si è srotolata con le sue gioie e i suoi dolori, come da qualsiasi altra parte del mondo.

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La ruta e il vecchio boscaiolo di Blello

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Vecchio di BlelloOggi mi mostra come si distilla la grappa. Non si potrebbe fare, ma lui la fa per sé e per pochi amici, non la vende, la beve la sera quando fa freddo, nel caffè che bolle continuamente in un pentolino sulla stufa. Qualche settimana fa aveva raccolto le pere nel campo grande, quelle piccole pere verdi, dure e sempre un po’ toccate, frutti di montagna che non compaiono sulle bancarelle dei mercati, e che gli intenditori chiamano, con un po’ di snobismo, pere di vigna. Ma qui da noi, in Val Brembana non ci sono vigne.   CONTINUA ARTICOLO »