Siamo al rush finale: Lunedi’ sera scade il termine ultimo per pagare il primo acconto dell’Imposta municipale sugli immobili. L’attività febbrile dei Centri per l’assistenza fiscale prosegue, tanto che per compilare le pratiche che si ammassano c’è chi non esclude di lavorare (a porte chiuse) anche domani mattina. E mentre in posta e in banca restano le file ma non si segnalano disagi particolari, la Uil giusto ieri ha pubblicato una ricerca che fotografa il quadro della nuova tassa. Risultato: secondo le stime (che però applica aliquote base per i Comuni che non hanno ancora deliberato in merito e quindi la classifica potrebbe variare) la città di è una delle più care d’Italia per chi possiede una seconda casa. Discorso diametralmente opposto per le abitazioni principali, dove all’ombra delle Mura venete si paga meno della media italiana.

Il report arriva dall’Osservatorio periodico sulla fiscalità locale del Servizio politiche territoriali del sindacato: sono stati esaminati 104 Comuni capoluogo di provincia. Bergamo è fra i casi esaminati – il bilancio è in via di approvazione, ma lo studio calcola già le aliquote al 4 per mille sulla prima casa e al 10,6 per mille sulla seconda – ed è il segretario generale orobico Marco Cicerone a commentare il quadro: «La stima si basa su un appartamento di medie dimensioni, 80 metri quadri in zona semi centrale. Emerge che in città, se si tratta di una seconda casa, il conto medio sarà di 920 euro (contro 720 di media in Italia), con primo acconto da 330. Se invece si tratta di prima casa, la media è 127 euro (contro 142). Si tratta, ovviamente, di proiezioni. Emerge però un ordine di grandezza abbastanza chiaro». Un quadro che Cicerone esamina anche dal punto di vista politico: «In fase di stesura di bilancio, come sindacati avevamo chiesto che fossero tutelate le fasce più deboli, la prima casa e che non si incidesse sul reddito con l’incremento dell’aliquota Irpef. La scelta, che abbiamo condiviso anche se ci preoccupa l’impatto sulle piccole attività commerciali, è stata quella di toccare piuttosto sugli immobili non principali».

La quota orobica per le seconde , stando allo studio Uil, è fra le più salate in Italia e la terza in Lombardia, dove l’80% dei capoluoghi ha già deliberato l’aliquota finale: seguiamo (secondo posto nazionale con un conto da 1.793 euro) e Lecco (979).

Il record generale spetta a Roma, mentre a parità di aliquote città diverse hanno impatti differenti in base ai valori catastali. La buona notizia nel dossier per Bergamo arriva invece, come detto, sulla prima casa: per cinque vani si pagheranno da 202 (senza detrazioni) a 2 euro (quattro figli a carico, ma la giunta ha appena varato aiuti aggiuntivi), contro una media nazionale che va da 217 a 17. Le quote mini? A Mantova, fra le lombarde: con l’aliquota sotto la base (3) farà pagare 49 euro. In Italia? Pesaro: 7 euro la media.

Anna Gandolfi – Il Corriere – Bergamo e Provincia