Il piccolo, 9 anni, stava giocando con la sorellina, quando l’aggressore lo ha preso tra le braccia. Poi è intervenuto il padre. Al giudice che ieri mattina lo ha processato per direttissima, dopo che martedì sera aveva tentato di rapireun di appena nove anni, ha raccontato di aver ricevuto precise istruzioni da un’entità con cui è in contatto da tempo, che gli avrebbe detto di gettare un nel fiume. E’ una storia assurda quella che un di 42 anni – ora rinchiuso in psichiatria – ha tentato di far credere al tribunale, per giustificare un gesto che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

Martedì intorno alle 18 l’uomo, 42 anni, incensurato, ha preso in braccio un bimbo di nove anni e ha tentato di portarselo via sotto gli occhi del padre. I carabinieri lo hanno arrestato poco dopo con l’accusa di sequestro di persona. Il fatto è accaduto in un piazzale adiacente al supermercato Ld, nei pressi della stazione di , dove il bimbo stava giocando insieme alla sorellina di 12 anni.

A un certo punto il 42enne lo ha visto e lo ha preso tra le sue braccia, dirigendosi verso una terrazza che dà direttamente sul letto del fiume . Per fortuna il padre del piccolo ha notato la scena e ha raggiunto l’uomo, mentre il figlio tentava di liberarsi dalla presa, chiedendo aiuto. Ne è scaturita una breve colluttazione, in cui il 42enne ha colpito il papà del piccolo con un pugno al volto. I carabinieri sono stati allertati da altre presenti nelle vicinanze e sono arrivati sul posto in pochi minuti. L’uomo è finito in manette e ora, oltre al sequestro, dovrà rispondere anche del reato di lesioni.

La vittima dell’aggressio – ne è stata portata infatti al pronto soccorso dell’ospedale di , dove i medici l’hanno medicata e dimessa con un paio di giorni di prognosi per un trauma contusivo alla regione temporale del cranio. Dopo una notte in camera di , ieri mattina il 42enne è comparso davanti al giudice, che ha convalidato l’arresto e disposto la custodia nel reparto di Psichiatria degli Ospedali Riuniti di . L’uomo ha raccontato la sua versione dei fatti,aggiungendo di non capire come mai non sia riuscito nel suo intento di gettare il bimbo nel fiume. Il 42enne, che vive da solo in una cascina di e pare sia nullafacente, resterà in ospedale in attesa del processo che sarà celebrato con rito abbreviato, dopo una perizia psichiatrica.

Sergio Cotti – DNEWS