Ci sarà anche l’ultima nata, la rediviva birra «Orobia», nella rassegna dei microbirrifici bergamaschi, giunta alla terza edizione, che quest’anno – dal 17 al 19 maggio – sarà ospitata nella sede dell’hotel di . «Rediviva» perché da nemmeno due anni è tornata sul mercato l’etichetta «Orobia» per una birra che già si faceva a Bergamo nel 1936. A produrre quella birra era la famiglia Von Wunster ed oggi Orobia (ultimo nato, nel 2011, tra i birrifici orobici) è firmata da un discendente di quella famiglia. Ecco la storia.

Nel 1879 veniva fondata a Seriate la birra von Wunster da Heinrich von Wunster, trasferito nella dalla Germania. Durante la prima guera mondiale la fabbrica fu chiusa. Riaprì nel 1936 a Bergamo prendendo il nome di Birra Orobia, perchè le leggi fasciste imponevano nomi italiani alle aziende. Il nome rimase fino alla metà degli anni Sessanta per essere poi cambiato in birra Wunster spa. L’azienda registrò un continuo aumento della produzione: all’inizio degli anni ’80 la sede fu trasferita a Comun Nuovo. Nel 1986 fu venduta dalla famiglia von Wunster alla belga Stella Artois e in seguito passò di proprietà Heineken.

La rinascita nel 2011 Nella primavera 2011 Alberto von Wunster, pronipote del fondatore, decise di produrre birra artigianale per continuare la tradizione di famiglia, rispolverando quel nome Orobia usato negli anni Trenta. Con un diploma di birraio preso a Monaco di Baviera e svariati anni di esperienza nella fabbrica di famiglia e alla birra Menabrea di Biella, Alberto von Wunster mette sul mercato tre birre: una rossa, una doppio malto chiara e una tipo Lager, rifermentate in bottiglia, nel formato da 0,75 litri. «Per ora – afferma von Wunster – non vendo birra in fusti ma solo in bottiglia. Non ho un impianto mio e mi appoggio al birrificio Sguaraunda di Pagazzano ma se la richiesta aumenterà ho già pronto il capannone a Gorle per produrre direttamente ». Il mercato è soprattutto su Milano, ma in futuro si punterà anche su Bergamo e Cremona. Per ora i volumi si attestano a 3.600 bottiglie al mese, circa 43 mila all’anno.

«BeerGhèm» sarà l’occasione per fare il punto sulla forte escalation che stanno registrando in Bergamasca la produzione e il consumo della birra artigianale. Saranno infatti presenti a Clanezzo sette dei nove birrifici attivi in provincia: Elav di Comun Nuovo, Endorama di Grassobbio, Maspy di Ponte San Pietro, Orobia di Gorle, Sguaraunda di Pagazzano, Valcavallina di Endine Gaiano e Via Priula di San Terme. Due di questi sette birrifici (Via Priula e Orobia) per ora non producono direttamente, ma usano di altri. Spiega Giovanni Marconi, presidente della Compagnia del Luppolo: «Tante saranno le novità birrarie del 2013: BeerGhèm è un appuntamento imperdibile per saggiare ed assaggiare cosa fermenta a Bergamo, la provincia che ha avuto più birrifici vincitori quest’anno a “Birra dell’anno” di Unionbirrai a Rimini, il più importante concorso nazionale riservato alle birre artigianali.

Le tre prime classificate nella loro categoria sono state: Indie di Elav, Milkyman di Endorama e Rosa di Via Priula». «Posso dire con soddisfazione – continua Marconi – la stagione è di eccezionale vitalità: i birrifici bergamaschi nulla hanno da invidiare ai più blasonati produttori nazionali. Non è solo la produzione limitata a distinguere un birrificio artigianale da uno industriale: quasi tutti i microbirrifici commercializzano birre non filtrate e non pastorizzate (con componenti che contribuiscono a formare il profilo organolettico e lo arricchiscono di aromi e sapori) ed utilizzano materie prime di alta qualità, senza conservanti ed additivi chimici». «Maivisto» è il pioniere In Bergamasca il primo ad aprire (1999) è stato il «Maivisto», a Botta di in Valle , seguito dal «Birrificio Sguaraunda» di Pagazzano, nato nel 2003. Nel 2007 ha aperto a Ponte San Pietro il birrificio «Maspy». «Birrificio Valcavallina» ha aperto nell’ottobre 2009 ad Endine Gaiano, in un vecchio filatoio recuperato. A in Valle ha sede il «Birrificio Via Priula», fondato nel 2010 da quattro amici tra cui il mastro birraio Giovanni Fumagalli, farmacista. Il «Birrificio Endorama» di Grassobbio ha iniziato la produzione a ottobre 2010. Ultimi due arrivati, nel 2011, l’Elav di Comun Nuovo e appunto Orobia.

Roberto Vitali – L’Eco di Bergamo