ZOGNO – Un salvadanaio rosso a forma di maialino con la dicitura «Offerte pro variante» è stato il segnale premonitore del tema dell’assemblea pubblica sulla variante di , voluta dal gruppo consiliare « democratica»: la mancanza di consistenti fondi per realizzare l’importante progetto che il capoluogo brembano e in generale tutta la Valle Brembana sta aspettando da decenni. Era infatti il 1987, secondo l’excursus fatto in apertura di assemblea dal capogruppo Roberto Fustinoni, quando in seguito all’alluvione che aveva colpito la Valle Brembana si iniziò a parlare di una variante all’abitato di .

«Dopo di che – ha spiegato Fustinoni – è iniziato il balletto dei falsi annunci sulle date di inizio e fine dei lavori. Fino al novembre di due anni fa quando la variante di Zogno risultava inclusa tra gli interventi prioritari della Regione e l’allora assessore provinciale alla Viabilità Valter Milesi aveva annunciato che i lavori sarebbero partiti della primavera del 2009 per concludersi nel 2013». «Sembra incredibile – ha continuato Fustinoni – ma solo nel dicembre dello scorso anno, dopo nove anni dal primo annuncio, è stato approvato il progetto definitivo da parte della Giunta provinciale con una previsione di spesa di 61.400.000 euro, interamente coperta, e un inizio lavori previsto nel settembre del 2010. A oggi dei lavori nemmeno l’ombra: solo un contratto d’appalto sottoscritto il 22 settembre scorso con la società Itinera che ha presentato un ribasso del 34%. Ma nel frattempo la cosa più preoccupante è che non sono più certe tre fonti di finanziamento e quindi resta un grande punto interrogativo su quasi 45 milioni di euro». «Siamo stanchi di continue promesse mai mantenute – ha concluso Fustinoni –.

La variante di Zogno è un’opera oramai indispensabile per l’economia della valle». A confermare la mancanza di fondi per la realizzazione della variante è stato poi il consigliere regionale Mario Barboni a cui l’assessore Raffaele Cattaneo ha ribadito che «tre voci di finanziamento oggi non sono più garantite». Decisamente «infuocato» l’intervento dell’ex presidente che si è detto preoccupato per le risorse economiche che la sta perdendo. «Se non si rispettano le programmazioni – ha affermato Bettoni – si perdono anche i fondi. Mi auguro che la , con i suoi ministri e i suoi deputati, sia in grado di portare a casa i finanziamenti già definiti. Chi governa deve assumersi le proprie responsabilità fino in fondo: basta scaricare le colpe su altre persone». Tra i sindaci intervenuti Gianluigi Scanzi di San Pellegrino che espresso il rammarico «per l’assenza di parecchi sindaci della valle, che dovrebbero prendersi le proprie responsabilità di fronte ai loro cittadini» e per la mancanza di un intento condiviso nella realizzazione del progetto.

Maurizio Martina, segretario regionale del Pd ha chiuso l’assemblea: «La variante di Zogno è la prova che quanto detto finora erano solo bugie. Non si faccia solo tattica politica perché così non si apriranno i cantieri. L’impressione è che tra Regione e Provincia si stia giocando a chi rimane in mano il cerino».

Gabriella Pellegrini – L’Eco di Bergamo