SPT_lenuovetermeSan Pellegrino Terme – Su il sipario! «È il primo passo della rinascita di San , e secondo me è stupendo». Antonio Percassi si mangia con gli occhi il teatro: «Non era facile riuscire ad ottenere un risultato del genere, coniugare l’antico e il moderno: davvero un ottimo lavoro ». Firmato dall’architetto veneziano Tobia Scarpa e dallo studio bergamasco De8. «Da un punto di vista architettonico, abbiamo scelto un approccio molto forte» spiega Mauro Piantelli (De8): «È difficile che un edificio moderno possa venire realizzato all’interno di un complesso così formalmente ricco come quello del Casinò . Credo però che siamo riusciti a lasciare un forte segno di contemporaneità».

Gli effetti del foyer E a dare al teatro una sua immagine definita e allo stesso tempo nuova: «In questo complesso, quello che di fatto era un foyer, non avendo una funzione così determinata, nel tempo ha avuto la possibilità di venire riutilizzato: prima un casinò, poi un ristorante, e spazi per convegni» prosegue Piantelli. «Per contro, il teatro, con il passare degli anni ha perso via via valore, fino al suo completo inutilizzo». Il recupero concettuale del teatro è così partito dalla costruzione di un nuovo foyer: «Una quinta verticale, il solo edificio nuovo realizzato in questo progetto». Ma dalle forti caratteristiche: «L’abbiamo ricoperto di lastre di corten traforate al laser: affiancate l’una all’altra ma in continuarotazione di 90 gradi, così da dare una sensazione di movimento».

L’effetto è duplice, all’esterno e all’interno. Fuori «questa nuova quinta, di fatto stacca il corpo liberty per eccellenza – il Casinò – dal resto della , facendogli così assumere molta più forza e importanza». Una separazione netta tra i due edifici, «lavorando per contrasti». Dentro «le lastre traforate richiamano l’effetto della luce quando filtra dagli alberi: un bosco, insomma. E all’interno del foyer la foratura crea un effetto di ombre, un nuovo apparato decorativo » sottolinea Piantelli. «Se il liberty ha un suo apparato decorativo in positivo, applicato, in cemento, il nostro progetto funziona in negativo: è la luce che disegna la decorazione».

Un progetto che ha forti rimandi al territorio: «Questo è, a tutti gli effetti, un monumento della : quindi doveva in qualche modo rappresentarla ». Per la pavimentazione si è così scelta «la porfiroide, utilizzata per i tetti della : in parte levigata, una modalità decisamente inusuale, e in parte “a spacco” come tradizione vuole». Il disegno a spina di pesce «è invece ripreso, ingigantito, dal parquet del Casinò». Ha 320 posti a sedere I posti a sedere sono 320, ed è stata eliminata l’antica distinzione tra platea e galleria «che rendeva decisamente difficile la visione degli spettacoli». Ora la sala è unica e funzionale: recuperati i fregi liberty originali, conservati i meravigliosi lampadari, integrati da un’illuminazione a led. Eliminate le barriere architettoniche, sono inoltre stati realizzati ascensori e un montacarichi di servizio.

Un lavoro da 3 milioni di euro durato più di 3 anni, ben oltre i 18 mesi previsti. Potenza delle gare pubbliche. Perché la proprietà è del Comune di San Pellegrino, al va la gestione (trentennale) nell’ambito del più grande progetto di realizzazione del complesso termale. Che in 18 mesi diventerà realtà, contro gli oltre 36 del teatro. «Da questo intervento si vede la qualità che vogliamo nel nostro progetto complessivo di rilancio» sottolinea Percassi: «Ed è solo il primo passo, vedrete le nuove terme: la rinascita di San Pellegrino è davvero cominciata».

Dino Nikpalj – L’Eco di