Automezzo del Parco del BremboAlluvione sul Fiume Brembo. Ma stavolta è un test
Maxiesercitazione in Valle Brembana, a 20 anni dal disastro Protezione civile al lavoro anche in altre 5 province lombarde.

VALLE BREMBANA – Un’alluvione, per fortuna stavolta solo ipotetica, ha tenuto banco in Valle Brembana (ma anche in otto regioni dell’arco alpino e in cinque province lombarde) per due giorni di fila e proseguirà oggi. Si tratta di un’esercitazione a vent’anni dalla tragedia della Valtellina, che aveva colpito anche l’area del Brembo. Il fenomeno dell’alluvione è puntualmente stato ricostruito a partire dal pomeriggio di giovedì con le varie situazioni possibili legate all’esondazione del Fiume Brembo, che hanno così creato una serie di criticità lungo la valle Brembana, corso d’acqua compreso. Per tutta la notte e fino a ieri mattina, i centri di osservazione del fenomeno sono stati in attività, pronti a lanciare l’allarme ai soccorritori impegnati nell’esercitazione di Protezione civile che si concluderà appunto in giornata.

Le notizie e gli allarmi sono arrivati di prima mattina. Allagamenti di strade da chiudere al traffico, di edifici sedi di ospedali o case di riposo e ancora abitazioni private da evacuare con l’assistenza dei volontari, dei vigili del fuoco, dell’Asl e del Servizio 118, del Soccorso alpino, dei nuclei cinofili. Ogni situazione è stata tempestivamente messa sotto controllo – in particolare con un presidio capillare dei ponti – e nessuna richiesta è stata disattesa.

Assessore in Provincia Valter MilesiQuindi, verso le 8,30 ecco la notizia di un movimento franoso in Valle Ronchi, nei pressi della frazione Roncaglia di San Giovanni Bianco : scatta l’allarme alla Ster che invia sul posto alcuni tecnici per una prima verifica della situazione, provvedendo nel contempo a farla presidiare da una squadra di volontari dell’Antincendio boschivo della Comunità montana e da uomini della Protezione civile che, verso le 11 segnalano che la frana si muove, arriva a valle e minaccia la provinciale 25 di Valle Taleggio. Secondo sopralluogo con relativa chiusura della strada a cura della polizia stradale di Bergamo, dei carabinieri delle stazioni di valle e della polizia provinciale: una decina di minuti di blocco del traffico accettato pazientemente dagli automobilisti (i residenti sapevano di questa mobilitazione, i forestieri si sono informati e di conseguenza adeguati).

Nel contempo sono state sperimentate operazioni di ripristino del servizio elettrico e telefonico. Tutto tranquillo a questo punto? Manco per sogno, anzi. Infatti alle 12,30 ecco arrivare alla sala operativa provinciale e alla prefettura un ulteriore allarme: percorrendo l’ex statale per Camerata Cornello , un mini-bus con nove volontari del soccorso a bordo precipita nel Brembo, facendo un salto di una ventina di metri, andandosi ad adagiare su un roccione affiorante dall’acqua. Di nuovo via all’operazione di pronto intervento nella quale si impegnano il Soccorso alpino, il Servizio 118, i vigili del fuoco, la polizia di Stato, i carabinieri e il Servizio strade della Provincia. Un’operazione concreta questa, che ha richiamato sul posto anche un folto gruppo di curiosi che hanno voluto seguirne lo sviluppo. Hanno voluto esserci anche il prefetto vicario Lucio Marotta e l’assessore provinciale Valter Milesi. Di Milesi un primo commento: «Forse i protagonisti dell’esercitazione erano impazienti di fare qualcosa di non virtuale. Hanno risposto rapidamente alla chiamata, stanno lavorando proprio come se il caso fosse reale, come stanno facendo coloro che sono impegnati nelle comunicazioni e nei collegamenti. L’esercitazione è certamente un qualcosa di interessante e produttivo per fare esperienze importanti in eventuali situazioni d’emergenza reali.

Tendopoli a Zogno

Il viceprefetto Marotta, che nel 1987 aveva vissuto l’alluvione, torna al passato: Fu un’esperienza drammatica, tragica perché ci furono delle vittime, ma allo stesso tempo di altissima carica di umanità e di solidarietà che emerge puntualmente anche in occasione delle esercitazioni. Mi sento di poter affermare che il volontariato è cresciuto esponenzialmente negli anni e quasi quasi lo si deve frenare nella voglia di fare: la culla è proprio qui in Valle Brembana. E prosegue: Ho trovato il medesimo impegno e la medesima determinazione di quando c’è veramente da intervenire. Anche da parte delle istituzioni locali. Ma torniamo alle operazioni di recupero a Camerata. È arrivato un elicottero, dal quale con verricello vengono calati i soccorritori. Intanto viene portato nel Brembo un canotto sul quale sono caricati i feriti – debitamente truccati con larghe chiazze di finto sangue – per portarli in un’ansa del corso d’acqua dove risulti più facile metterli in barella per issarli sulla strada dove stanno in attesa le ambulanze che li devono trasferire in ospedale. L’operazione – per niente facile nonostante sia preordinata – richiede oltre un’ora di lavoro. A questo punto la giornata riprende a scorrere in tranquillità. Ma è la tranquillità di una situazione comunque critica, con particolare impegno nei centri di raccolta notizie e di controllo continuo.

Sergio Tiraboschi – L’Eco di Bergamo – 21/07/2007

Immagini dell’esercitazione, un mini-bus precipita nel Fiume Brembo a Camerata Cornello