Lettere al Direttore del L’Eco di Bergamo.
Spettabile redazione, la partenza del caro monsignor Mario Frosio è una pressante sollecitazione a ritornare al passato, a frugare nell’archivio della memoria. Una sera, ai primi di ottobre del ‘57, il vicario generale, l’allora monsignor Carrara, comunicò telefonicamente a don Mario la sua nomina, improvvisa e sconvolgente, a parroco di Oltre il Colle, per disposizione del vescovo Piazzi. Il distacco dal suo adorato mondo giovanile del collegio di Celana, dove, tra l’altro, era vicerettore con il compito di accompagnare gli studenti del liceo classico e delle classi parallele di altri indirizzi scolastici, si presentava alquanto doloroso. Però, per obbedienza, fece le valigie, organizzò il trasloco e via… Su per le strade strette e piene di curve della Val Serina, che sembravano non aver mai fine. L’impatto con la sua nuova sede, in canonica, non fu tra i più felici e neppure la sua prima Messa celebrata tra noi: era presente il fedele sagrestano «Giosepì» e pochi altri. I ritardatari giunsero a celebrazione terminata.
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