Sergio_BonaldiPotremmo chiamarlo «Sergio il cowboy», visto che su quattro partecipazioni alla America BirkeBeiner, importante ski marathon che si corre nello stato americano del Wisconsin, Sergio dopo il quinto posto della prima partecipazione non è mai sceso dal podio: primo due anni fa, terzo l’anno scorso e di nuovo primo in questa edizione quando, al termine di un’avvincente volata disputata dopo ben 50 chilometri pattinati sugli sci stretti, è riuscito a sopravanzare sul filo di lana la coppia francese composta da Christophe Perrilat Collomb e Benoit Cauavet. L’ American Birkenbeiner, gara del circuito delle Worldloppet, la Coppa del Mondo delle lunghe distanze, è la più prestigiosa gara di sci nordico in America, dove vincere la «Birkie» equivale a conquistare un titolo nazionale. Gara affascinante, dunque, disputata in tecnica libera, che si snoda dall’aeroporto di Cable e proprio dopo 50 chilometri sulla via principale di Hayward, lungo un percorso costituito da continui saliscendi immersi nella foresta, con piste larghe e passaggi anche su laghi ghiacciati.

«È la mia gara, qui sono sempre andato bene – le parole di Sergio Bonaldi, che ci racconta la sua “Birkie”-: siamo partiti subito molto veloci e si è formato un gruppetto di 15/20 atleti, ma già al traguardo volante dei 22 chilometri il gruppo si è assottigliato e a 15 dall’arrivo eravamo in 11, di cui ben sei francesi, che facevano gioco di . Ai meno 10 un’ulteriore scrematura e siamo rimasti in sette. Altri due li abbiamo persi per , e negli ultimi chilometri eravamo in cinque, io e quattro francesi che giocavano al gatto col topo. Ma non ci sono cascato, e ho evitato di fare il generoso come l’anno scorso, in cui ero andato a chiudere tutti i buchi per arrivare alla fine senza averne più. Sono stato attento, sempre coperto sulle loro code conservando le energie per giocarmela allo sprint. Ai 500 metri ero terzo, mi sentivo bene e ho capito che potevo farcela. Sono partito da dietro e li ho superati in rimonta andando a vincere. Sono molto soddisfatto, perché i due francesi sono molto forti ed averli battuti mi fa capire che posso ancora giocarmi la Coppa, dato che Cauvet al momento è secondo nella classifica generale. Vincere qui mi bene, visto che proprio la vittoria nella “Birkie” del 2013 mi ha lanciato alla conquista della Worldloppet, la sfera di cristallo delle ski marathon. Spero vada così anche stavolta. La forma c’è, io sono un diesel: parto piano e vado in forma in questo periodo, quando gli altri iniziano a calare. Cer o, ora sono terzo ed il distacco dal ceco Novak che è in testa è importante, ma mancano ancora tre gare, a cominciare da sabato prossimo, quando mi aspettano altri 50 chilometri in Polonia».

Sergio Bonaldi, 36enne di , dopo un passato nel biathlon, disciplina che l’ha visto al via alle di Torino 2006, dall’anno successivo si è specializzato nelle granfondo gareggiando nella Fis Marathon Cup (oggi Worldloppet) che, come ricordava, ha vinto nella stagione 2012-2013. Tesserato per il Esercito di Courmayeur, partecipa al circuito mondiale con lo Scame-Ski Trab Marathon Team. Quest’anno ha già vinto la combinata della Ultratrans 2015, classica francese da 124 chilometri (56 in classico e 68 in pattinaggio in poco più di 24 ore), ed è un globetrotter delle maratone con gli sci stretti. «Ma appena posso torno ad allenarmi sulla pista di con gli amici dello Sci Club , la mia prima società che porto sempre nel cuore».

Mauro de Nicola – L’Eco di