Una nevicata storica per la val Brembana

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FOPPOLO – Una domenica da pieno inverno quella appena passata in val Brembana, con un’improvvisa nevicata che non si vedeva da più di 30 anni in questo periodo dell’anno. La valle è stato investita da un ondata di freddo con rari precedenti in questo periodo. Un fenomeno che ha creato qualche disagio tra gli abitanti, ma che è stato molto gradito dai proprietari delle stazioni sciistiche. L’aria polare giunta dalla Valle del Rodano ha investito il Nord Italia e ha fatto calare le temperature di più di 10 gradi. Si è formato il cosiddetto “Genova Low”: un minimo di bassa pressione sul golfo ligure che si crea quando l’aria fredda circondando le Alpi si getta nel mare Ligure dando vita a nevicate sul Nord-Ovest. La dama bianca nel pomeriggio di sabato si aggirava solo su quote superiori ai 1800 metri e nella notte è calata fino ai 1400 quando Foppolo ha iniziato ad imbiancarsi.

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Orobie, meteo in diretta con l’occhio più alto

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Alta Valle Brembana – Avevano iniziato ormai dieci anni fa, installando una prima webcam ai 1.300 metri di Cespedosio, sopra Camerata Cornello. Erano e sono appassionati radioamatori e, con l’avvento di Internet, di tutto ciò che gira intorno alla grande rete. Nei giorni scorsi, ai 2.290 metri dell’anticima del monte Secco, in territorio di Piazzatorre, il gruppo «Vlbnet» di Valbrembanaweb, guidato da Gino Galizzi di San Giovanni Bianco, ha posizionato la 17ª cam ad alta definizione, la più alta delle Orobie. Telecamera – installata col contributo di Roberto Monaci di Branzi, fornitore dei pannelli fotovoltaici per l’alimentazione – che dà la possibilità di una panoramica ad ampio raggio, da sinistra, delle cime Masoni, Aga, Diavolo, Poris, Grabiasca, Madonnino, Cabianca, Becco e Corte. E dei laghetti Fregabolgia, Sardegnana, Becco, Marcio e Colombo.

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Gesto choc nei boschi di Ornica, Madonnina divelta e gettata via

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 Ornica – È stata divelta e gettata in un dirupo la statua della Madonna custodita nella cappella eretta sul sentiero che porta al rifugio Benigni, a Ornica. La statua in gesso, alta circa 40 centimetri, era posizionata vicino al cosiddetto Canalino. Nata da un’idea del gruppo trekking Valbrembanaweb con il supporto degli alpini di Ornica e della sezione Cai di Piazza Brembana, era stata trasportata in quota tramite un elicottero a metà giugno e poi benedetta dal parroco, don Luca Valoti, lo scorso 8 luglio.

Il raid è stato compiuto l’altro giorno. Ad accorgersi dell’increscioso gesto sono stati due escursionisti di Poscante, contrada di Zogno. «Ho realizzato la nicchia che ospitava la statua e mio figlio Pierluigi voleva vederla, così giovedì mattina abbiamo deciso di salire al rifugio Benigni partendo da Cusio – spiega Giorgio Donadoni –. Mio figlio mi precedeva ed è stato lui ad accorgersi che la Madonnina non c’era più».

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Penne nere e alpinisti, una catena umana per riunire le Orobie

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Rifugi Orobie – «La montagna unisce: alpini, alpinisti e amici»: la scritta che è impressa sulla targa inaugurata ieri al rifugio Alpe Corte, ad Ardesio, esprime bene il significato della manifestazione «Camminaorobie», promossa insieme dalla sezione di Bergamo dell’Associazione nazionale alpini e dalle sezioni e sottosezioni di Bergamo del Club alpino italiano, che si è svolta ieri in 13 rifugi bergamaschi (Cesare Benigni, Angelo Gherardi, Fratelli Longo, Laghi Gemelli, Fratelli Calvi, Antonio Baroni, Coca-Merelli, Antonio Curò, Luigi Albani, Nani Tagliaferri, Rino Olmo, Leonida Magnolini).

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