Sedrina – La buona notizia è che i fondi per sistemare il ponte sarebbero stati trovati. Ed entro l’estate il sindaco Agostino Lenisa annuncia una probabile riapertura. Quella brutta è che le uscite sull’ex strada statale della Brembana a Botta e Campana sono rimaste uguali, sempre pericolose. E che c’è già stato un incidente e le attese per immettersi a volte sono lunghissime: fino a 13 minuti. Parliamo della situazione di disagio a Botta di e nella confinante Campana di Villa d’Almè, dopo la chiusura totale alla viabilità, dal dicembre scorso, del ponte che collega le due frazioni.

Attesa di 13 minuti Causa lo stop alle auto le due uscite sull’ex statale della Valle Brembana, una per frazione, sono diventate pericolosissime se occorre immettersi sulla corsia opposta: per evitare il pericolo bisognerebbe risalire fino al capoluogo di Sedrina e tornare indietro (per chi parte da Botta) oppure scendere fino al rondò di Villa per chi da Campana esce e vorrebbe risalire la valle Brembana. «Se è vero che ci sono momenti fortunati in cui l’uscita è istantanea – dice un residente di Botta, scrivendo ai sindaci dei due Comuni – è peraltro vero che la maggior parte delle volte lo stazionamento allo stop dura da qualche minuto a 13 minuti. Lasciamo perdere il tempo perso ma la tensione e il nervosismo possono portare a manovre azzardate».

Sui disagi, in Consiglio comunale, anche la minoranza della Lega aveva chiesto una messa in delle due uscite sull’ex statale della Valle Brembana, comprese le due fermate degli autobus, portate dall’interno delle frazioni ai due bivi. «Avevamo chiesto di posizionare un vigile negli orari di punta, un semaforo o quanto meno installare degli specchi agli svincoli – dice il consigliere di opposizione Enzo Galizzi – ma, nonostante la mozione sia stata approvata, nulla è stato fatto. E continuo a raccogliere le lamentele dei cittadini, stanchi e preoccupati di questa situazione».

Semafori troppo costosi Il sindaco Agostino Lenisa cerca però di rassicurare: «Siamo consapevoli dei disagi per i cittadini e per le attività commerciali – dice –. Le soluzioni dei semafori ai due svincoli o di un ponte provvisorio al posto dell’attuale, proposte valutate con la Provincia, si sono rivelate troppo onerose. Ma i fondi, ovvero 140 mila euro, per una prima messa in sicurezza del ponte e quindi la riapertura sono ormai stati trovati».
«Ci vorranno circa 40 giorni di lavori e penso che a breve si potrà iniziare. Entro l’estate potremmo riaprire il passaggio. Per rimettere completamente in sesto il ponte, invece, ci servirebbero 500 mila euro».

L’Eco di – Giovanni Ghisalberti